Il personale del Museo Egizio del Cairo ha completato l'inventario dei danni subiti nell'assalto del 2 febbraio, registrando purtroppo la scomparsa di alcuni reperti molto famosi e di valore inestimabile, tra cui due statuette del faraone Tutankhamon.
Curiosamente - fa notare l'egittologa Margaret Maitland - la scultura di Akhenaton era stata inizialmente indicata come solo danneggiata, e la statuetta di Tutankhamon con l'arpione era stata solo per un breve momento menzionata.
Ad ogni modo, questo è l'elenco:
1. Una statua in legno placcato oro di Tutankhamon portato in spalla da una dea.
2. Una statua in legno placcato oro di Tutankhamon con l'arpione. Solo il torso e gli arti superiori mancano.
3. Una statua in calcare di Akhenaton con una tavoletta votiva.
4. Una statua di Nefertiti che fa delle offerte (non ancora identificata).
5. Una testa in arenaria di una principessa di Amarna.
6. Una statuetta di pietra di una scriba di Amarna.
7. 11 ushabti (o shabti, delle statuette funerarie in questo caso in legno) provenienti dalla tomba di Yuya.
8. Uno scarabeo del cuore proveniente dalla tomba di Yuya.
Zahi Hawass spiega che è in corso un'inchiesta sul furto e che la polizia e l'esercito la porteranno avanti anche con le persone che sono state già arrestate per gli assalti al Museo avvenuti tra la fine di gennaio e gli inizi di febbraio. "Ho detto che se il Museo Egizio è sicuro, anche l'Egitto è sicuro. Ora - afferma Hawass - sono preoccupato che l'Egitto non sia sicuro".
In un'altra terribile serie di eventi, la scorsa notte un magazzino a Dahshur è stato saccheggiato; si chiama De Morgan's e contiene grandi blocchi e piccoli manufatti.
Fonti: SCA, The Eloquent Peasant, Corriere della Sera.
Aggiornamento 14/02: Questa notizia ha francamente molti punti oscuri. Ripropongo il quadro tracciato da Rossella Lorenzi.
Egittologi e archeologi hanno reagito con tristezza e sconcerto a questa notizia, che arriva dopo una serie di rassicuranti dichiarazioni.
"Solo pochi giorni fa era stato detto che il museo era al sicuro e tutto poteva facilmente essere restaurato. Ora fonti ufficiali dicono che alcuni manufatti inestimabili sono stati rubati e altri sono impossibili da restaurare", ha affermato l'egittologo Daniele Salvoldi (Università di Pisa). "Speriamo di non dover sentire altre cattive notizie nei prossimi giorni".
Diversi esperti si chiedono come sia possibile non aver notato per più di due settimane la mancanza di tali reperti.
"Questi manufatti non sono solo piccoli oggetti. Non c'è bisogno di controllare il database per scoprire che mancavano. Qualunque persona nel museo avrebbe potuto vedere immediatamente che non c'erano", dice Wafaa El-Saddik, direttrice del Museo fino a due mesi fa.
Per l'archeologo Dorothy Lobel King fornire resoconti contraddittori può solo far sorgere dei dubbi. "I precedenti annunci di Hawass in cui dice che non era stato rubato niente dal Museo Egizio erano... ottimistici o [bugie] (bull)". "Il momento dell'ammissione, poco dopo la partenza del presidente Mubarak - un uomo che il dott. Hawass ha difeso in vari notiziari internazionali - è anch'esso sospetto", scrive King.
C'è di più: secondo alcuni racconti su twitter, sono in corso delle proteste proprio fuori dal suo ufficio di Zamalek, al Cairo.
Cambiamenti nel Consiglio Supremo delle Antichità sono richiesti anche dai funzionari all'interno dell'istituzione.
"Non accetteremo la continuazione dello stesso sistema e la corruzione nel campo dell'archeologia e della conservazione", ha scritto settimana scorsa Hany Hanna, direttore generale della tutela per conto dell'SCA a Helwan.
Dichiarando che "non abbiamo mai ascoltato le voci, e prendiamo l'aspetto positivo del modo in cui si è cercato il beneficio per la gente e i monumenti e le antichità d'Egitto", Hanna esorta Hawass a "[eliminare] l'intero sistema di corruzione rimpiazzandolo con una gestione scientifica professionale".
"Contrasteremo Hawass se continua lo stesso sistema precedente, e non avremo paura di alcun processo o indagine", scrive Hanna.
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