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17 Agosto 2004 ARCHEOLOGIA
Haaretz.com
GLI ARCHEOLOGI INSISTONO NEL SOSTENERE CHE VI FOSSE UNA COMUNITÀ A QUMRAN
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Il mito di Qumran è vivo e vegeto, malgrado i recenti tentativi di demolirlo, secondo nuove spedizioni in corso al sito.

Gli archeologi, finanziati da organizzazioni fondamentaliste cristiane, ritengono che a dispetto delle recenti teorie che hanno sostenuto il contrario, vi era una comunità nel luogo talvolta chiamato "il più antico monastero del mondo Occidentale".

Gli archeologi hanno dichiarato nel corso di una conferenza stampa che intendono trovare la prova che i residenti al sito scrissero effettivamente i Rotoli del Mar Morto, trovati nelle grotte vicine.

Fin dagli anni ´50, molti ricercatori sono stati persuasi che il sito di Qumran fosse la sede di una comunità di Esseni, ebrei monaci che scrissero i Rotoli del Mar Morto.

Ma come riportato due settimane fa, uno scavo recente a Qumran aveva concluso che "si trattasse di un insediamento ordinario, senza niente di speciale" ha dichiarato l´archeologo Yuval Peleg.

Secondo il professor Randall Price, un professore aggiunto di Educazione Biblica alla Trinity Southwest University ad Albuquerque, "stiamo conducendo anche noi scavi al sito, e crediamo sia impossibile definirlo ordinario. Vi sono scoperte molto importanti che devono ancora essere esaminate e pubblicate".

Le più recenti includono ampi vasi pieni di ossa di animali trovati sotto le case, che sono state inviate per le analisi genetiche. I ricercatori ritengono che proveranno che il cuoio su cui i rotoli sono stati scritti provenisse da questi animali.

Per rispondere a chi li accusa di sfruttare lo scavo di Qumran a fini ideologici, il responsabile Israeliano del team archeologico, Oren Guttfeld ha promesso: "Qualsiasi scoperta sarà pubblicata, anche se non dovesse trovarsi in consonanza con le credenze religiose".