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25 Gennaio 2011 ARCHEOLOGIA
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ARRIVANO I CODICI A BARRE ANCHE PER I REPERTI ARCHEOLOGICI
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Il CEPAP ( centro per gli studi archeologici e beni preistorici ) presso l'università Autonoma di Barcellona ha sviluppato un processo che utilizza i calssici "codici a barre" per tracciare antichi manufatti.

I precedenti metodi di indentificazione condividevano una cosa : che erano facili da cancellare a meno che si strofinasse o graffiasse il numero di identificazione scritto direttamente sul manufatto, col rischio di rovinare lo stesso oggetto.

Il team del CEPAP ha collaudatoo questo metodo per oltre due anni, applicando questi codici praticamente su TUTTO, da spade in rame a reperti ossei.

E'stato fatto utilizzando reperti provenienti da siti spagnoli, ma anche africani come la gola di Olduvai in Tanzania.

Questo metodo di marcatura aiuta ad associare informazioni che altrimentii andrebbero perse una volta che gli oggetti siano spostati.

Questi dati includono :

- il nome del sito

- il livello archeologico in cui è stato trovato

- il numero di inventario

Ciò rimette ad una rete complessa di dati che contestualizza ogni artefatto individualmente.

Questi codici a barre "archeologici" inoltre consentono di risparmiare una grande quantità di tempo, rispetto alla scrittura a mano, quasi sempre fatta su superfici ruvide.

Le informazioni sui codici può diventare anche immediatamente ONLINE ed istantaneamente disponibile agli scienziati associati.