Uno studio americano, pubblicato su Nature Neuroscience, ha consentito di stabilire che la quantità di luce assorbita nelle prime settimane di vita, quantità che varia molto in base alla stagione, produce effetti indelebili sui neuroni dei neonati, influenzando per sempre il loro "ritmo cirdaciano", oltre che l'umore e la propensione alla depressione e alla schizofrenia. È dunque una conferma, seppur parziale dell'attendibilità dell'oroscopo? In realtà, la ricerca in questione, condotta dalla Vanderbilt Uiversity su topolini da laboratorio, regolando la quantità di luce artificiale del loro ambiente, ha dimostrato che è la quantità di luce, non la data di nascita, ad influenzare il carattere. Tale quantità varia in base al periodo dell'anno, ma in maniera opposta tra i due emisferi della terra: chi si trova in quello Nord, come noi, d'estate ha più luce che in inverno. Gli altri sudamericani, australiani, sudafricani vivono l'esperienza opposta, più luce nei mesi invernali e meno in quelli estivi.
La scienza della "biologia stagionale" studia gli effetti della luce su una piccola area del cervello, ribattezzata "orologio biologico", situata proprio dietro gli occhi, che detta all'organismo i ritmi circadiani, regolando perciò sonno, veglia, appetito, pressione sanguigna, voglia di quiete, movimento e molto altro ancora. "Lo studio - ha detto il direttore della ricerca, Doug McMahon - spiega come mai gli uomini nati in inverno siano più spesso affetti da depressione invernale". "Per chi è nato in estate - spiega Vincenzo Natale, docente di ritmi del comportamento e ciclio veglia-sonno all'Università di Bologna, citato dal quotidiano la Repubblica - "le giornate non finirebbero mai. Ecco da dove nasce la tendenza a diventare 'gufi'. In nati in inverno sono invece mattutini doc."
Espressioni come "carattere solare", facilmente applicabili a chi è nato nel Sud, trovano così un fondamento. E l'oroscopo? Non c'entra molto con ricerche del genere, basate sugli effetti della luce solare, mentre l'astrologia fonda le proprie presunzioni sulla posizione dei pianeti. Insomma, chi vuole credere all'oroscopo lo faccia pure, e si diverta con quello che ormai è, a tutti gli effetti, un genere letterario, leggendo magari cosa prevede l'oroscopo 2011. La scienza, invece, è tutta un'altra cosa.
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