Il patrimonio archeologico italiano, uno tra i più rilevanti al mondo, viene spesso messo in luce da ritrovamenti fortuiti durante lavori di scavo per la realizzazione di opere edilizie e infrastrutturali. L'interesse del mondo culturale a salvaguardare le nostre ricchezze ha portato, nel corso degli anni,
alla nascita di una normativa giuridica che evitasse la perdita di queste testimonianze a causa del progresso urbano e infrastrutturale. Per questo saluto con favore la definizione precisa scaturita da un percorso normativo che, dopo un iter lungo e complesso, ha finalmente preso corpo.
Da tempo era sorta nel nostro Paese la necessità di migliorare il quadro normativo connesso al problema dell'impatto delle opere pubbliche di nuova realizzazione sul patrimonio archeologico ancora sepolto. Un tema che interessa prima di tutto le amministrazioni locali, titolari dei lavori pubblici in aree spesso di grande pregio come i centri storici, che devono da un lato tutelare il patrimonio culturale e dall'altro intervenire con opere pubbliche importanti. E' un tema, quello del punto di equilibrio necessario tra salvaguardia del patrimonio storico e archeologico e la necessità di opere pubbliche a servizio della qualità della vita dei cittadini, che deve essere maggiormente approfondito, soprattutto sotto il profilo delle procedure. Da amministratore locale di lunga data, posso assicurare che è fondamentale per la vita di una comunità evitare che certi percorsi amministrativi, spesso poco in linea con le necessità quotidiane che una comunità si trova a dover affrontare, possano frenare la risoluzione di problematiche di interesse generale. Insomma, è importante che i recenti aggiornamenti normativi abbiano evidenziato un aspetto: la necessità di dare certezza ai tempi di esecuzione delle opere pubbliche. In questo senso è fondamentale la specializzazione degli archeologi sia ancora maggiore, e che gli operatori del settore, anche nei livelli più alti, sappiano esercitare la loro professione con un bagaglio di conoscenze sul 'contesto' nel quale va ad inserirsi il loro lavoro. Per questo saluto con favore l'avvio a Grosseto del master universitario di secondo livello in Archeologia preventiva, e mi auguro che la giornata di oggi possa fornire importanti spunti di riflessione ad un dibattito ancora aperto."
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