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6 Novembre 2010 STORIA
ilfattostorico.com
Colombo non portò la sifilde in Europa
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Cristoforo Colombo e il suo equipaggio sono stati a lungo incolpati di aver portato la sifilde dalle Americhe in Europa dopo il loro primo storico viaggio. Ora però gli scienziati hanno scoperto che tale malattia era presente sul nostro continente già due secoli prima.Sui sette scheletri dissotterrati nel cimitero St Mary Spital di Londra sono state trovate tracce di sifilde sulle ossa del cranio e degli arti.

Due degli scheletri sono stati datati al radiocarbonio in un periodo compreso tra il 1200 e il 1250, mentre gli altri cinque sono del 1250-1400. Erano sepolti con monete e altri oggetti che si sono rivelati utili per avvalorare i risultati.

Uno degli scheletri apparteneva a un bambino probabilmente cresciuto cieco, calvo e coi denti a 45 gradi a causa della malattia. "Aveva una grande deturpazione facciale, molto dolorosa per il bambino, che aveva 10 anni quando morì", dice Brian Connell, l'osteologo che ha studiato i reperti umani. "Il cranio, che avrebbe dovuto essere liscio, sembrava la superficie lunare".La sifilde causa gravi danni a cuore, cervello, occhi e ossa e se non trattata può essere fatale. In un'era in cui non esistevano antibiotici la sua comparsa costituiva un autentico flagello per qualunque grande città.

Fu almeno dal 1495 - anno del primo caso di sifilde registrato in Europa - che i dottori si chiesero l'origine di quella malattia. I suoi effetti non furono comunque paragonabili a quelli ben più devastanti delle malattie esportate dall'Europa nelle Americhe: morbillo, vaiolo e influenza.

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