La collaborazione fra Italia ed Egitto sulla tutela dei beni archeologici è un modello che "tutti i paesi dovrebbero seguire e rispettare". Parola di Zahi Hawass, capo del Consiglio delle antichità egiziane, che oggi ha ospitato la presentazione del progetto per la creazione del parco archeologico-naturalistico di Medinet Madi nel Fayoum, regione dell'Egitto nota per i ritratti di epoca romana.
Il progetto italo-egiziano Issem, che punta alla conservazione dei siti archelogici nel rispetto della tutela ambientale e promuovendo lo sviluppo sociale ed economico della regione, è finanziato interamente dalla cooperazione italiana e per fine novembre creerà a Medinet Madi, scoperta da Achille Vogliano negli anni trenta, il primo parco archeo-naturalistico dell'Egitto. Il gran patron delle antichità egiziane si è detto orgoglioso di questa collaborazione, che vede Italia e Egitto impegnati su più fronti.
"Diamo una grande priorità al progetto di Madinet Madi", ha sottolineato l'ambasciatore d'Italia in Egitto Claudio Pacifico, ricordando che la cooperazione ha messo a disposizione un finanziamento di 3 milioni e mezzo di euro. Pacifico ha sottolineato inoltre come al momento siano presenti in Egitto 23 missioni archeologiche congiunte italo-egiziane. Una delle presenze più alte finora, ha rilevato l'ambasciatore d'Italia, alla conferenza alla quale hanno partecipato Edda Bresciano, dell'università di Pisa e dell'accademia dei Lincei, capo del comitato scientifico del progetto, e Antonio Giammarusti, direttore tecnico. Il programma di cooperazione Italo-Egiziano è finalizzato a dare un supporto tecnico e scientifico per il monitoraggio e la gestione dei siti archeologici egiziani.
Questo importante progetto multidisciplinare, di cui l'Università di Pisa cura la gestione scientifica e tecnica, ha iniziato la sua prima fase nel 2000, realizzando il censimento, la catalogazione e la realizzazione di un Gis (Geographical Information Sistem) per l'area Nord di Saqqara; adesso il programma ha come partner la Cooperazione allo sviluppo del Ministero per gli Affari Esteri, l'Undp- United Nations Development Programme, lo Sca - Supreme Council of Antiquities e l'Eeaa - Egyptian Environmental Affairs Agency.
La verifica degli Obiettivi di sviluppo verrà effettuata appunto a Madinet Madi, che è la concessione archeologica principale dell'Università di Pisa, da molti anni e con importanti risultati. Infatti, il valore archeologico del sito - dove esistono tre templi, uno dei quali datato al Medio Regno, l'unico tempio di culto con testi e rilievi che sia conservato in tutto l'Egitto - se collegato con lo scenario spettacolare, l'affascinante wildlife (l'attrazione delle cascate, le facilitazioni eco-turistiche e le altre attrattive che il parco di Wadi El Rayan offre ai visitatori, in numero medio di 200.000 l'anno), potrà venir valorizzato nella messa in funzione di un'unica Area di interesse. L'esperienza acquisita dall'assistenza italiana nel Parco e dalle missioni archeologiche, realizzate in diversi periodi in Madinet Madi dalle Università di Pisa e di Messina, sarà utile per creare una unica opportunità di sviluppo e di sinergia fra i due siti offrendo risorse culturali e ambientali di grande valore.
Madinet Madi potrebbe poi definitivamente passare dall'attuale rischio di perdita del valore di testimonianza storica, a causa del degrado progressivo delle strutture in pietra e in mattoni crudi, causato soprattutto dall'aggressione ambientale, a una fase di recupero e di valorizzazione. Nei prossimi mesi si inizierà la rimozione della sabbia che si è accumulata sull'area sacra negli ultimi 70 anni, si completerà la documentazione grafica e si svilupperanno i progetti per il consolidamento delle strutture, e per l'allestimento dell'area per accogliere i visitatori.
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