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5 Ottobre 2010 ARCHEOLOGIA
Paolo Bondielli egittologia.net
UN ENIGMA NELL'ANTICO EGITTO : LE TESTE DI RISERVA
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Visto il probabile uso rituale di questo particolare reperto, sarebbe più corretto indicarlo come "testa magica". Tuttavia dato che è comunemente noto come "testa di riserva", al fine di non ingenerare inutili malintesi, sarà sempre indicato in tale modo.

A questo particolare gruppo di reperti archeologici, appartengono 41 manufatti risalenti all'Antico Regno (2700-2195 a.C. circa), suddivisi in 33 teste e 8 orecchie che furono scolpite a parte e successivamente attaccate alle teste con gesso, tutti appartenenti a sepolture privati.

Questi reperti (nella foto: Testa di riserva. Kunthistorisches Museum. Vienna) non devono essere considerati come frammenti di statue, ma opere realizzate volutamente in quel modo e ritenute così finite dagli antichi scultori. Per questo motivo non rientrano in questo gruppo le numerose teste facenti parte di statue andate perdute o ritrovate in frammenti durante gli scavi archeologici in Egitto, compresi i celebri busti di Amarna.

Grazie al lavoro dell'archeologo austriaco H. Junker, sappiamo che le teste di riserva venivano collocate all'interno delle tombe e posizionate in apposite mensole ricavate nel muro che veniva costruito per sigillare e separare la camera sepolcrale dal resto della tomba, in modo che restassero all'interno della camera sepolcrale stessa.

In questo modo, sempre secondo Junker, visto che le porte di collegamento tra la camera sepolcrale e il resto della tomba erano collocate nella parete nord della mastaba, lo "sguardo" della testa di riserva era rivolto verso la Stella Polare.

I profanatori di tombe abbattebdo le porte di accesso alla camera sepolcrale con l'intento di depredarle, fecero rotolare a terra le teste di riserva nella posizione in cui gli archeologi le trovarono durante gli scavi.

Geograficamente il loro ritrovamento si colloca nell'area archeologica di Menfi, soprattutto presso la necropoli di Giza. Ma alcune di esse sono state rinvenute anche nei siti di Abusir, Abu Roash e Dashur da dove proviene la testa più antica risalente al regno di Snofru (2630-2609 a.C: circa), durante il quale probabilmente è nato il rituale legato a questo particolare reperto archeologico.

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