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1 Gennaio 2006 ARCHEOLOGIA
La redazione di La Porta del Tempo
Gesù e la Legge mosaica
tempo di lettura previsto 5 min. circa

Ogni qual volta, nei quattro Vangeli canonici, negli Atti degli apostoli e nelle Lettere apostoliche, e massime in quelle di Paolo, ci s´imbatte nella parola: "Legge", sottinteso mosaica, ci si deve chiedere se con essa ci si riferisce all´interiore ed esortativa Legge prioritaria, costituita dai dieci comandamenti, oppure all´esteriore e punitiva Legge ripetuta, costituita da seicento e più prescrizioni penali.

I dieci comandamenti che, " tra tuoni e lampi e il suono del corno", sono comunicati agli israeliti ai piedi del Sinai "fumante" (Es 20, 18), non contengono nessuna comunitaria prescrizione punitiva, dunque rimangono delle esortazioni, degli imperativi morali sottesi da due fondamentali esigenze d'amore, valide in ogni tempo e luogo. Infatti, i primi quattro saranno da Cristo riassunti nell'esortazione: "Ama il Signore Iddio", mentre gli altri sei nell'esortazione già esplicitata nel Levitico: "Amerai il tuo prossimo, e il forestiero dimorante fra di voi, come te stesso" (Cfr.Lv 19, 18.34). Ma già le loro terrifiche modalità d´enunciazione non lasciano dubbi: pur non essendo detto quando, gli israeliti, che non rispetteranno il Decalogo, saranno puniti, fosse anche nell'aldilà, secondo l'allusiva promessa di resurrezione fatta ad Abramo, da Colui che "sopporta colpa, trasgressione e peccato degli esseri umani, ma senza con questo ritenerli innocenti" (Es 34, 7).

Poi, "circa tremila" israeliti (Es 32, 28), sui circa seicentomila che erano, "vedendo che Mosè tardava a discendere dal monte" (Idem, 1), si fabbricarono uno splendente vitello d´oro "e dissero: Questo è il tuo dio, o Israele, che ti fece uscire dalla terra d´Egitto" (Idem, 4), e tutti coloro che ritennero troppo oneroso il Decalogo ricevuto, si misero a adorare quell'idolo. Allora Dio dettò a Mosè seicento e più prescrizioni di diritto penale, che vanno a costituire la seconda Legge, la Legge ripetuta, che svolge una funzione di "sorvegliante pedagogico" (Gal 3, 24.25) e rappresenta un vero storico-relativo, in quanto commisurata ai destinatari, alle condizioni ed ai tempi in cui fu dettata e redatta, e dunque soggetta essa stessa al tempo, e perciò stesso destinata, in altri tempi circostanziali, ad essere sospesa, in vista della ricompensa o della punizione escatologica, conseguente all'eterna e propiziatoria resurrezione di Cristo Gesù. Così, la Legge prioritaria esorta: "Ricordati del sabato per santificarlo" (Es 20, 18); la Legge ripetuta stabilisce: "Chiunque farà un lavoro di sabato sarà messo a morte" (Es 31, 15; 35, 2). La Legge prioritaria esorta: "Onora tuo padre e tua madre, perché i tuoi giorni siano lunghi sulla terra che il Signore tuo Iddio ti dà" (Es 20, 12); la seconda Legge con punizione terrena stabilisce: "Colui che percuote (Es 21, 15), maltratta" (Lv 20, 9) od anche solo "maledice suo padre o sua madre: sarà messo a morte" (Es 21, 17). La prima Legge esorta: "Non commetterai adulterio (Es 20, 14) (parola poi sostituita dalla sessuofobia cattolica con "fornicazione", che coinvolge tutta la sfera sessuale); la Legge ripetuta stabilisce: "Se uno commette adulterio con la moglie del suo prossimo, l'adultero e l'adultera dovranno essere messi a morte" (Lv 20, 10); e così via.

Ebbene, rimettendoci al Vangelo secondo Giovanni, sia il vero assoluto dell´esortativa Legge prioritaria e sia il vero storico-relativo della punitiva Legge ripetuta sono stati entrambi emessi dal Verbo di Dio, che poi si farà carne mortale in Maria dolce e sarà chiamato Cristo Gesù, che poi dirà: "Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge" prioritaria "o i Profeti"della resurrezione; "non sono venuto ad abolire, ma a realizzare" (plèroun) (Mt 5, 17), e a realizzare sia l'amore diffusivo per e tra gli esseri umani e sia la promessa d'eterna resurrezione dei meritevoli. Per cui san Paolo potrà affermare: "Chi ama il suo prossimo ha adempiuto la Legge" prioritaria d'Iddio (Rm 13, 8), "pieno compimento della Legge" prioritaria" è l´amore" (Idem, 10) caritatevole del prossimo e del forestiero che abita tra noi (Cfr. Lv 19, 18.34).

Ma Gesù, accettando la sua ingiusta condanna a morte, perché per poter risorgere a favore di tutti i meritevoli occorre pur prima morire, si assumerà anche la responsabilità storica di quella punitiva Legge ripetuta che egli stesso, in quanto Verbo di Dio, aveva emesso prima di abbassarsi all´umana condizione mortale; perché, per non cadere nel solito esecrabile antigudaismo teologico, non dobbiamo nemmeno dimenticarci che la condanna a morte inflitta a Gesù, sarà sostanzialmente decisa in ottemperanza (Cfr. Gv 19, 7) della punitiva Legge ripetuta che decretava: "Chi infrange il riposo del sabato e bestemmia il nome del Signore dovrà essere messo a morte" (Cfr. Es 31, 15; Lv 24, 16). Innalzato in croce col suo doloroso consenso, poiché egli dirà: La mia prima vita corporale "nessuno me la toglie, ma io me ne privo da me stesso" (Gv 10, 18), Gesù "solleva" (airo) (Gv 1, 29) in cielo le punizioni dei peccatori impenitenti, e toglie validità religiosa, "inchiodandolo alla" sua stessa "croce", a quel "documento scritto del nostro debito" (cheirographon) -dirà l'israelita Paolo-"che ci era sfavorevole con quei suoi comandamenti" (Col 2, 14) di immediata e sociale punizione terrestre; proprio sottoponendovisi egli stesso, Gesù toglierà validità religiosa a quella punitiva Legge ripetuta che non lasciava agli israeliti il tempo di pentirsi e ravvedersi, e la cui osservanza propiziava soltanto la loro prosperità in terra. "Infatti", ci assicura l´apostolo Paolo, per l´osservanza della Legge ripetuta, "per le opere della" punitiva "Legge" ripetuta, che "ha potere sull´uomo solo per il tempo in cui egli vive" (Rm 7, 1) in terra, "nessun risorto sarà giustificato davanti a Lui" (Rm 3, 20).

Insomma, accettando quella sua ingiusta condanna a morte, "privandosi egli stesso, per poi riprendersela" (Cfr. Gv 10, 18), della sua prima vita corporale e spirituale, "ponendo la sua anima" (Cfr. Idem, 12) immacolata e quindi propiziatrice davanti a Dio, con la sua volontaria morte in croce e pronta resurrezione, Cristo Gesù non solo toglierà validità religiosa a tutta la punitiva Legge ripetuta, ma soprattutto ed ancor più, con la sua eterna resurrezione, che avvera la promessa abramitica, si fa garanzia "propiziatrice" (Rm 3, 25), sigillata dal suo stesso sangue, dell'eterna resurrezione dei meritevoli di ogni etnia e meticciato, e di ogni tempo e luogo, vale a dire da quando il Signor Iddio ha cominciato a coltivare gli esseri umani con la Sua parola e fino alla fine dei tempi.

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