Uno dei misteri più affascinanti del nostro sistema solare è l'origine dei due satelliti naturali di Marte, Phobos e Deimos. Se inizialmente si pensava che entrambe le lune potessero essere asteroidi catturati dalla gravità marziana, il gruppo di scienziati che segue la missione Mars Express pare aver trovato forti indizi sulla nascita di Phobos.
Phobos pare essere nato da una collisione tra Marte e un altro oggetto. L'impatto avrebbe gettato nello spazio una quantità ingente di detriti, che si sarebbero compattati l'uno con l'altro per formare la luna marziana.
In realtà le ipotesi sono due: la prima prevede che Phobos sia frutto dell'aggregazione di materiale immesso nello spazio da un impatto meteoritico su Marte; la seconda invece vede questa luna distrutta dalla forza gravitazionale marziana, e originatasi dai detriti generati da un impatto precedente.
Phobos è probabilmente composto anche da rocce carbonacee, in particolare condriti carbonacee, che sono state rilevate anche in alcuni meteoriti precipitati sulla Terra. La nascita di questi minerali sembra essere legata alla formazione degli asteroidi della fascia compresa tra Marte e Giove.
Utilizzando il Planetary Fourier Spectrometer del Mars Express si è scoperto recentemente che la roccia di Phobos non presenta caratteristiche molto simili ad ogni altro meteorite condritico noto sulla Terra. Questi dati supporterebbero l'ipotesi di una luna nata dall'aggregazione di materiale marziano in orbita attorno al Pianeta Rosso.
"Abbiamo rilevato per la prima volta un tipo di minerale chiamato fillosilicato sulla superficie di Phobos, particolarmente nelle aree a nord-est del cratere Stickney, il più grande cratere da impatto di Phobos" spiega il co-autore della ricerca Marco Giuranna, dell'Istituto Nazionale di Astrofisica di Roma.
Questi fillosilicati possono formarsi in presenza di acqua, e sono già stati rilevati su Marte. "Questo è molto interessante, dato che implica l'interazione tra materiali silicati con acqua liquida su 'corpo genitore' prima dell'incorporazione in Phobos" spiega Giuranna. "Alternativamente, i fillosilicati potrebbero essersi formati in situ, ma questo significherebbe che Phobos possedeva un calore interno tale da mantenere acqua liquida".
La composizione di Phobos inoltre pare essere più simile a quella marziana che agli asteroidi della fascia compresa tra Marte e Giove. Se poi consideriamo che la cattura gravitazionale di Phobos da parte di Marte pare essere uno scenario poco probabile dal punto di vista fisico, l'ipotesi della luna formatasi da materiale immesso nello spazio diventa sempre più forte.
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