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17 Agosto 2010 ARCHEOLOGIA
La Gazzetta del Mezzogiorno
A Canosa seconda edizione de "La notte degli Ipogei"
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A Canosa di Puglia si svolgerà, il 24 agosto prossimo, la seconda edizione della 'Notte degli Ipogei', la manifestazione organizzata dalla Società Cooperativa Dromos, e promossa dalla Fondazione Archeologica Canosina (Fac) nell'ambito del più ampio progetto 'Le Notti dell'Archeologia'. Quest'ultimo prevede aperture notturne, visite guidate e manifestazioni culturali in musei, siti e parchi archeologici di Canosa, nell'ambito di 'Città apertè finanziato dalla Regione Puglia e dall'Unione Europea.

Lo scorso anno, per la prima edizione, migliaia di visitatori hanno apprezzato la bellezza della necropoli daunio-ellenistica (IV-III sec. a.C.) dell'antica Canusium. Quest'anno, il 24 agosto, ci saranno - sottolineano gli organizzatori - "novità e sorprese". Prima di tutto, per garantire l'accesso ai siti, sarà prolungato l'orario d'apertura (accesso dalle 21, 00 all'1, 30). Inoltre, nel circuito di visita sarà inserito per la prima volta l'Ipogeo di Vico San Martino, recentemente recuperato e valorizzato dalla Fac, con accesso consentito per motivi tecnici sino alle 23, 45. Qui sarà possibile, oltre alla consueta visita guidata, ammirare in video-proiezione la restituzione virtuale in 3D dell'ipogeo.

Nella lunga nottata i visitatori percorreranno un viaggio alla scoperta del sottosuolo della città tra ipogei e corredi funerari. Gli ipogei - si ricorda in una nota - sono imponenti tombe a camera, dimore ultraterrene della classe aristocratica appartenente al popolo dei Dauni, popolo di origine Illirica che si insediò durante l'Età del Ferro nella Puglia settentrionale. Questi grandi ipogei sono di età ellenistica (IV-III sec. a.C.), interamente scavati nel tufo (calcarenite) e di chiara impostazione greca e macedone, con influssi etruschi. Ognuno di essi ha caratteristiche proprie: gli Ipogei Lagrasta sono ben noti per gli apparati architettonici scolpiti nel tufo e restaurati nel 1854; l'Ipogeo dell'Oplita per il rilievo scultoreo raffigurante appunto un guerriero (oplita) con il 'Commiato dell'oplita prima della battaglia; l'Ipogeo Scocchera B con i suoi intonaci dipinti; l'Ipogeo del Cerbero, che conserva intonaci dipinti con la 'Deductio ad Inferos' il passaggio del defunto nell'oltretomba; l'Ipogeo D'Ambra, con la ricostruzione di un'ipotetica deposizione funeraria. Dagli ipogei provengono straordinari corredi funerari: vasi, ori, armi che hanno reso famosa Canosa nei musei di tutto il mondo. Nella serata sarà possibile ammirare anche i corredi: quelli della Tomba Varrese esposti a Palazzo Sinesi e la collezione del Museo Civico Archeologico a Palazzo Iliceto.