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16 Agosto 2010 ARCHEOLOGIA
La redazione di La Porta del Tempo
a Pantelleria trovato il più antico strumento di raccolta del corallo
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Grazie alla segnalazione del responsabile del Diving Club Cala Levant di Pantelleria, Francesco Spaggiari, la Soprintendenza del Mare, guidata da Sebastiano Tusa, ha effettuato un ritrovamento ritenuto "di grande interesse archeologico nelle limpide acque di Cala Levante a Pantelleria". Ad una profondita' di circa 23 metri, su un fondale sabbioso e' stato rinvenuto un elemento a prima vista assolutamente incomprensibile costituito da un trave ligneo inserito in una semisfera di piombo del diametro di circa cm 50. Analizzandolo con attenzione si sono individuati gli agganci al trave centrale di due elementi di ferro ortogonali tra loro posti rispettivamente al di sopra e al di sotto della semisfera di piombo. Ad una prima analisi sembra probabile che si tratti di uno strumento utilizzato per la raccolta del corallo, molto simile alle ''ingegne'' o croci di Sant'Andrea utilizzate fino in tempi recenti per la rovinosa raccolta del corallo nei nostri mari. Questo strumento sembra piu' elaborato poiche' costituto da un elemento ligneo su cui fusero la semisfera che faceva da peso per fare aderire bene al fondo i bracci incrociati che fuoriuscivano dal trave centrale. Si tratta del piu' antico strumento per la raccolta del corallo mai rinvenuto nelle acque della Sicilia. Rinvenimenti di simili oggetti sono avvenuti soprattutto in Sardegna e sulla costa mediterranea della Francia. Il rinvenimento conferma l'ipotesi che la ''croce di Sant'Andrea'' usata fino in tempi recenti affondi le sue radici in epoca romana o addirittura ellenistica. Il nostro esemplare, tuttavia presenta una maggiore accuratezza nell'esecuzione e potrebbe rappresentare un'evoluzione di epoca tardo romana di quanto era stato precedentemente inventato. Che la raccolta del corallo fosse una delle attivita' principali nell'economia marittima di epoca romana ce lo afferma con dovizia di particolare anche Plinio.

Investigare con attenzione il fondale circostante e' stato di grande utilita' poiche' sono state identificate tracce consistenti che lasciano presupporre che lo strumento per la raccolta del corallo fosse a bordo di una nave di epoca romana databile al IV sec d.C. naufragata per cause ignote al momento in questa zona. Sia sul fondo, che effettuando limitate sorbonature, sono stati identificati numerosi frammenti di ceramiche pertinenti soprattutto a due tipi di ciotole molto in uso in quel momento dell'epoca romana. Inoltre sono state anche identificate due ancore pertinenti il relitto. Una e' in ferro del consueto tipo a T. L'altra e' in piombo e di essa si e' recuperato il ceppo ottimamente conservato. Il rinvenimento e' di grande importanza sia per l'oggetto in se che per la conoscenza di un ulteriore relitto il cui scafo si trovera' certamente al di sotto della sabbia di Cala Levante. La sua identificazione potrebbe avvenire certamente mediante sub bottom profiler (penetratore di sedimenti) nell'ambito delle prossime ricerche che sono state programmate. La notizia del rinvenimento e' stata immediatamente notificata al Sindaco di Pantelleria Alberto Di Marzo e all'Assessore dei Beni culturali e dell'Identita' siciliana Prof.Gaetano Armao che, complimentandosi per la scoperta, dichiarano l'interesse ad approfondire le indagini al fine di identificare una nuova pagina di storia mediterranea e di fornire un ulteriore elemento di sviluppo culturale e turistico all'isola di Pantelleria.