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17 Agosto 2010 ARCHEOLOGIA
La redazione di La Porta del Tempo
AQUILEIA, TROVATO L'ACCESSO MONUMENTALE ALLA DOMUS DEI "PUTTI DANZANTI"
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Importante scoperta degli archeologi dell'Università di Trieste. Rinvenuto anche un nuovo pavimento musivo policromo.Trovato un nuovo accesso monumentale alla domus dei "Putti danzanti" di Aquileia. È l'ultima scoperta dei ricercatori dell'Università di Trieste nello scavo di via Gemina. Risalente al IV secolo d.C, la grande domus tardo-antica deve essere appartenuta a una personalità di spicco dell'epoca, forse un funzionario imperiale. Grazie al lavoro dell'équipe, guidata dall'archeologa Federica Fontana, anno dopo anno si fa più chiara l'intera stratificazione di vita di questo quartiere cittadino, collocato fra foro e porto fluviale, punti nodali della struttura urbanistica dell'Aquileia antica.

IL NUOVO ACCESSO. "Grazie agli ultimi scavi abbiamo rinvenuto in particolare l'accesso orientale della domus, preceduto da un ampio piazzale lastricato con un pozzo - spiega Federica Fontana -. Si tratta di un ritrovamento eccezionale perché gli accessi alle abitazioni di Aquileia non sono sempre facilmente individuabili".

GLI ULTIMI RITROVAMENTI. Dal cantiere sono emerse altre novità. "Abbiamo rinvenuto, proprio in corrispondenza dell'accesso orientale alla domus, un ambiente riscaldato su "suspensurae" con un pavimento musivo policromo molto bello - racconta l'archeologa -. Grazie a queste scoperte possiamo dire che la casa occupava molto probabilmente l'intero quartiere e si articolava su una serie di piccoli cortili scoperti e di veri e propri peristili. Uno di questi era dotato di un grande canale in calcare per lo scolo dell'acqua piovana, di un tipo che si ritrova, in genere, solo negli edifici pubblici. Questi elementi ci fanno comprendere meglio quanto fosse importante questa domus per Aquileia". Lo scavo di via Gemina sembra inesauribile. "Nell'area del peristilio, il portico che cingeva il cortile interno della domus, abbiamo trovato pure una testa femminile in marmo che forse faceva parte della decorazione scultorea dell'ambiente", conclude Federica Fontana.