Da: The Gnostic Gospels, di Elaine Pagels, 1979
Nel dicembre del 1945 un abitante di un villaggio arabo fece una sorprendente scoperta archeologica nell´Alto Egitto. Le circostanze precise della scoperta - forse perché avvenne in modo accidentale – e della successiva vendita dei reperti sul mercato illegale dell´arte non sono chiare. Per anni perfino l´identità dell´autore della scoperta rimase ignota. Voci dicevano che fosse un vendicatore; altri che avesse trovato i reperti presso la città di Naj ´Hammàdì presso il Jabal al-Tàrif, una montagna disseminata da più di 150 grotte. Originariamente naturali, alcune di queste grotte furono successivamente scavate ancora, dipinte e usate come siti funerari al tempo della VI dinastia, circa 4, 300 anni or sono.
A trent´anni dalla data della scoperta, Muhammad ´Alì al-Sammàn raccontò quel che accadde. Poco tempo prima che lui e suo fratello vendicassero l´omicidio del padre in seno ad una faida sanguinosa, fermarono i loro cammelli ed uscirono verso Jabal a scavare per il sabakh, un tipo di terra soffice usata per fertilizzare i raccolti. Scavando attorno ad un masso imponente, colpirono una giara di ceramica rossa, di quasi un metro di altezza. Muhammad ´Alì esitò a romperla, pensando che alcuni jinn – o spiriti – potessero vivere al suo interno. Ma realizzando che avrebbe anche potuto contenere oro, levò la zappa, spaccò la giara e scoprì al suo interno 13 libri di papiro, cuciti in cuoio. Una volta tornato alla sua casa ad al-Qasr, Muhammad ´Ali scaricò i libri ed i fogli di papiro sciolti su un cumulo di legna presso al forno. La madre di Muhammad, ´Umm-Ahmad, ammise di aver bruciato molti dei fogli di papiro nel fuoco insieme con gli sterpi che usava per ravvivare il fuoco.
Poche settimane più tardi, secondo il racconto di Muhammad, lui e suo fratello vendicarono la morte del loro padre uccidendo Ahmed Isma´il. La loro madre li aveva messi in guardia di tenere pronto la zappa: quando seppero che il padre dei loro nemici si trovava nelle vicinanze, colsero al volo l´opportunità, "gli tagliarono gli arti... strapparono il suo cuore, e lo divorarono tra loro, come ultimo atto della vendetta di sangue."
Temendo che la polizia che indagava sull´omicidio potesse cercarlo nella sua casa, e scoprire i libri, Muhammad chiese al sacerdote, il Basileus di al-Qummus Abd al-Masih, di conservarne uno o più per lui. Nel tempo in cui, insieme a suo fratello, veniva interrogato per l´omicidio, Raghib, il locale maestro di storia, vide uno dei libri e sospettò che potesse avere valore. Ne chiese uno al Basileus, e lo inviò ad una amico al Cairo affinché potesse stimarne il valore.
Venduti sul mercato nero dei trafficanti di antichità del Cairo, i manoscritti attrassero presto l´attenzione degli ufficiali del governo Egizio. In circostanze avventurose, ne comprarono uno, e confiscarono 10 ed una metà dei tredici libri rilegati di cuoio, chiamati codici, e li depositarono presso il Museo Copto del Cairo. Ma una gran parte dei 13 codici, contenenti cinque testi straordinari, furono rubati all´Egitto e messi in vendita in America. La notizia di questo codice raggiunse presto il Professor Gilles Quispel, noto storico di religione ad Utrecht, in Olanda. Emozionato per la scoperta, Quispel sollecitò la Fondazione Jung di Zurigo affinché acquistasse il codice. Ma scoprendo, quando vi riuscì, che alcune pagine erano mancanti, volò in Egitto nella primavera del 1955 per tentare di trovarle nel Museo Copto. Al Cairo, si recò al Museo Copto, prese in prestito le fotografie di alcuni dei testi, e si precipitò nel suo albergo per decifrarle. Ricostruendo la prima riga, Quispel rimase esterrefatto, e quindi del tutto incredulo, nel leggere:
"Queste sono le parole segrete pronunciate dal Gesù vivente, e che il gemello, Giuda Tommaso, mise per iscritto."
Qusipel sapeva che il suo collega H.C. Puech, usando annotazioni di un altro studioso francese, Jean Doresse, aveva identificato le righe di apertura con i frammenti greci del Vangelo di Tommaso, scoperto attorno al 1890. Ma la scoperta dell´intero testo sollevava nuove questioni: Gesù ebbe un fratello gemello, come il testo sembrerebbe sostenere? Potrebbe davvero trattarsi della trascrizione delle parole di Gesù? Secondo il suo titolo, avrebbe dovuto contenere il Vangelo secondo Tommaso; eppure, a differenza dei Vangeli del Nuovo Testamento, questo si autodefiniva un vangelo segreto. Quispel scoprì anche che conteneva molti detti noti dal Nuovo Testamento; ma questi detti, in un contesto non familiare, suggerivano nuove dimensioni di significato. Altri passaggi, osservò Quispel, differivano completamente da qualsiasi tradizione Cristiana nota: il "Gesù vivente" per esempio parlava in detti criptici e stringenti.
Gesù disse: "Se lasci emergere quel che è dentro di te, quel che tu lasci emergere ti salverà. Se tu non lasci emergere ciò che è dentro di te, quel che non lasci emergere ti distruggerà".
Quel che Quispel aveva tra le mani, il Vangelo di Tommaso, era solo uno dei ventidue testi scoperti a Nag Hammadi (secondo l´usuale traslitterazione inglese del nome della città). Rilegato nella stesso volume con esso, si trovava il Vangelo di Filippo, che attribuisce a Gesù atti e affermazione piuttosto differenti da quelle del Nuovo Testamento:
"...la compagna del [Salvatore è] Maria Maddalena. [Ma Cristo amava] lei più di [tutti] i discepoli, e usava baciarla [spesso] sulla [bocca]. Gli altri [discepoli soffrivano per questo]... Gli dissero, "Perché ami lei più di tutti noi?" Il Salvatore rispose e disse loro "Perché non vi amo come (amo) lei?""
Legati insieme con questi vangeli si trovava l´Apochryphon (letteralmente, "il libro segreto") di Giovanni, che apre con l´offerta di rivelare "i misteri [e le] cose nascoste nel silenzio" che Gesù insegnò al suo discepolo Giovanni.
Muhammad ´Alì ammise in seguito che alcuni dei testi erano stati perduti – bruciati o buttati via. Ma quel che rimane è senza dubbio sconvolgente: circa cinquantadue testi dai primi secoli dell´era Cristiana – inclusa una raccolta dei primi vangeli Cristiani, precedentemente sconosciuta. Oltre al Vangelo di Tommaso ed al Vangelo di Filippo, la scoperta includeva il Vangelo della Verità ed il Vangelo degli Egiziani, che è definito come "il [libro sacro] del Grande [Spirito] Invisibile". Un altro gruppo di testi consiste in scritti attribuiti ai seguaci di Gesù, come il Libro Segreto di Giacomo, l´Apocalisse di Paolo, la Lettera di Pietro a Filippo, e l´Apocalisse di Pietro.
Quel che Muhammad ´Alì scoprì Nag Hammadi, come in seguito divenne più chiaro, erano traduzioni copte, effettuate circa 1, 500 anni or sono, di manoscritti ancora più antichi. Gli originali erano scritti in Greco, la lingua del Nuovo Testamento: come Doresse, Puech e Quispel avevano compreso, parte di uno di essi era stato scoperto dagli archeologi circa 50 anni prima, quando era stato trovato un frammento dell´originale versione greca del Vangelo di Tommaso.
Circa la datazione dei manoscritti stessi, esiste un dibattito. Esami dei papiri databili, usati per rinforzare la legatura in cuoio, e dello scritto copto, lo collocano attorno al 300-400 d.C. Ma gli studiosi sono in netto disaccordo sulla datazione dei testi originari. Alcuni di loro possono essere appena posteriori del 120-150 d.C., dal momento che Ireneo, il Vescovo Ortodosso di Lione, scrivendo nel 180 d.C., dichiara che gli eretici "sostengono di possedere più vangeli, di quanti siano in realtà" e lamenta che nel suo tempo tali scritti avevano già ottenuto circolazione in tutto il mondo conosciuto – da Gaul a Roma, Grecia, e Asia Minore.
Quispel ed i suoi collaboratori, che pubblicarono inizialmente il Vangelo di Tommaso, indicarono la data del 140 d.C. per gli originali. Alcuni argomentarono che, essendo considerati eretici, dovevano essere stati scritti dopo i Vangeli del Nuovo Testamento, che si datano dal 60 al 110 d.C. Ma recentemente il professor Helumt Koester dell´Università di Harvard ha suggerito che la raccolta di detti nel Vangelo di Tommaso, seppur compilata nel 140 d.C., potrebbe includere alcune tradizioni persino precedenti ai Vangeli del Nuovo Testamento, "probabilmente risalente alla seconda metà del I secolo" (50-100), dunque lo stesso periodo, se non un periodo precedente, di Marco, Matteo, Luca e Giovanni.
Gli studiosi che hanno esaminato le scoperte di Nag Hammadi, hanno scoperto che alcuni dei testi raccontano le origini della razza umana in termini molto differenti dall´usuale lettura data dalla Genesi: il "Testimone della Verità", per esempio, racconta la storia del Giardino dell´Eden dal punto di vista del serpente! Qui il serpente, a lungo noto nella letteratura gnostica come principio del sapere divino, convince Adamo ed Eva a prendere parte alla conoscenza, mentre "il Signore" minaccia loro di morte, tentando gelosamente di nascondere loro conoscenza, ed espellendoli infine dal Paradiso dopo che, malgrado le minacce, questi scelsero di raggiungerla. Un altro testo, misteriosamente intitolato "Il Tuono, Mente Perfetta" offre uno straordinario poema proclamato dalla voce di un potere divino femminino:
"Perché io sono la prima e l´ultima. Sono l´onorata e l´ingiuriata.
Sono la prostituta e la santa
Sono la moglie e la vergine...
Sono la sterile, e molti sono i miei figli...
Sono il silenzio che è incomprensibile...
Sono la rivelazione del mio nome."
Questi diversi testi spaziano, quindi, tra Vangeli segreti, poemi e descrizioni quasi filosofiche delle origini dell´universo, a miti, magie ed istruzioni per la pratica mistica.
Perché questi testi furono sepolti – e perché sono rimasti virtualmente sconosciuti per circa 2000 anni? La loro soppressione come documenti banditi, ed il loro seppellimento sulla collina di Nag Hammadi, erano parte di una contesa critica per la formazione della prima Cristianità. I testi di Nag Hammadi, ed altri come questi, che circolavano all´inizio dell´era Cristiana, furono tacciati di eresia dai Cristiani ortodossi alla metà del II secolo. Sappiamo da sempre che molti dei primi seguaci di Cristo furono condannati da altri Cristiani come eretici, ma tutto ciò che conosciamo sul loro conto è ciò che ci hanno trasmesso i loro oppositori. Il Vescovo Ireneo, che controllava la chiesa di Lione, nel 180 circa, scrisse cinque volumi dal titolo "Smascheramento e confutazione della falsa gnosi" (pervenuto come Adversus haereses), che inizia con la premessa di "illustrare le idee di coloro che stanno ora insegnando l´eresia... per mostrare quanto assurde e distanti dalla verità siano le loro affermazioni... e fare questo affinché... si possano avvisare tutti i nostri congiunti di evitare un tale abisso di follie e blasfemia contro Cristo".
Egli denuncia, come specialmente "pieno di blasfemia" un famoso vangelo chiamato il Vangelo della Verità. Si riferisce forse Ireneo allo stesso Vangelo della Verità trovato a Nag Hammadi? Quispel ed i suoi collaboratori, che per primi lo pubblicarono, rispondono in senso positivo; una delle critiche invece sostiene che la riga di apertura (ove si legge appunto: "Il Vangelo della Verità") non può essere considerato un titolo vero e proprio. Ma Ireneo usa la stessa fonte, per almeno uno dei testi scoperti a Nag Hammadi – l´Aphocryphon (Libro Segreto) di Giovanni – come munizione nel suo attacco ad una tale eresia. Cinque anni più tardi, Ippolito, un maestro di Roma, scrisse un´altra massiccia "Confutazione di tutte le Eresie" per "esporre e respingere la spregevole blasfemia degli eretici".
Questa campagna contro l´eresia contemplò l´involontaria ammissione del suo potere persuasivo; perfino i vescovi ne avevano timore. Per il tempo della conversione dell´Imperatore Costantino, quando la Cristianità divenne una religione approvata ufficialmente, nel IV secolo, i vescovi Cristiani, vittime in precedenza del potere militare, ora lo comandavano. Il possesso di libri denunciati come eretici era considerato un´offesa criminale. Copie di tali volumi venivano bruciate e distrutte. Ma nell´Alto Egitto, qualcuno, probabilmente un monaco del vicino monastero di San Pacomio, prese i libri banditi e li preservò dalla distruzione – nella giara in cui rimasero sepolti per circa 1, 600 anni.
Ma coloro che scrissero e fecero circolare questi testi non si consideravano eretici. La maggior parte degli scritti usa la terminologia Cristiana, incontestabilmente collegata all´eredità ebraica. Molti sostengono di offrire le tradizioni su Gesù che sono segrete, nascoste dai "molti" che costituirono quella che, nel II secolo, cominciò ad essere chiamata "chiesa cattolica". Questi Cristiani sono attualmente detti gnostici, dalla parola greca gnosi, usualmente tradotta come "conoscenza". Per cui, coloro che sostengono di non sapere nulla sulle realtà ultime sono chiamati agnostici (letteralmente, "che non sanno"); e le persone che sostengono di avere simili conoscenze sono chiamati gnostici ("che sanno"). Ma la gnosi non è principalmente conoscenza razionale. La lingua greca distingue tra conoscenza scientifica o riflessiva (ad esempio: conoscere la matematica) e conoscenza mediante osservazione ed esperienza (ad esempio: conoscere un´altra persona), che è la gnosi. Gli gnostici usano il termine in un modo che potremmo tradurre come una "vista interiore" perché la gnosi coinvolge un processo di conoscenza intuitiva. Secondo il maestro gnostico Teodoto, che scrisse in Asia Minore (140-160 d.C.) lo gnostico è chi è riuscito a capire chi siamo, e quel che siamo diventati; dove siamo, e quel che attendiamo; da cosa siamo stati liberati; cosa è la nascita, e cosa è la rinascita. Ultimo passaggio: conoscere se stessi, al livello più profondo, è simultaneamente conoscere Dio; questo è il segreto della Gnosi.
Un altro maestro gnostico, Monoimus, dice:
Abbandona la ricerca di Dio e della creazione ed altre materie di simile sorta. Cercalo portando te stesso al punto di partenza. Impara quel che è dentro di te e che rende ogni cosa diversa e unica, e dì: "Mio Signore, mente mia, mio pensiero, mia anima e mio corpo". Impara le fonti del dolore: gioia, amore, odio... Se riuscirai ad indagare attentamente queste materie, lo troverai in te stesso.
Quel che Muhammad ha scoperto a Nag Hammadi è apparentemente una raccolta di scritti, quasi tutti gnostici. Malgrado sostengano di offrire insegnamenti segreti, molti di essi si riferiscono alle Scritture dell´Antico Testamento, ed altre alle lettere di Paolo ed ai Vangeli del Nuovo Testamento. Molte di esse includono gli stessi personaggi del Nuovo Testamento – Gesù ed i suoi discepoli innanzitutto. Eppure le differenze sono sorprendenti.
Gli ebrei ortodossi ed i Cristiani insistono che un abisso separa l´umanità dal suo creatore: Dio è totalmente altro dall´uomo. Ma alcuni degli gnostici che scrissero questi vangeli, contraddicono questa visione: la conoscenza di sé è conoscenza di Dio: l´io ed il divino sono identici.
Secondo, il "Gesù vivente" di questi testi parla di illusione ed illuminazione, non di peccato e pentimento, come il Gesù del Nuovo Testamento. Invece di venire per salvarci dal peccato, egli è giunto come guida che apre l´accesso alla comprensione spirituale. E quando i discepoli ottenevano l´illuminazione, il ruolo di Gesù come maestro spirituale poteva dirsi esaurito, poiché era riusciti a condurli al suo stesso livello.
Terzo, i Cristiani ortodossi ritengono che Gesù sia Dio e Figlio di Dio in modo unico: rimarrà per sempre distinto dall´umanità che viene a salvare. Invece il Vangelo gnostico di Tommaso riporta che non appena Tommaso lo riconobbe, Gesù gli disse che avevano ricevuto entrambe il loro essere dalla stessa fonte:
Gesù disse: "Non sono il tuo maestro. Poiché tu hai bevuto, sei pieno della sorgente gorgogliante che io ho versato... Chi berrà dalla mia bocca diverrà come me: ed io stesso diventerò lui, e le cose che sono nascoste saranno rivelate ai suoi occhi."
Simili insegnamenti – l´identità del divino e dell´umano, l´illusione e l´illuminazione, il fondatore presentato non come Signore ma come guida spirituale – non suonano forse più orientali che occidentali? Alcuni studiosi hanno suggerito che se i nomi fossero mutati, il "Buddha vivente" potrebbe appropriatamente sostituirsi al Gesù del Vangelo di Tommaso. Potrebbero la tradizione Induista o Buddista avere influenzato lo gnosticismo?
Lo studioso inglese del buddismo, Edward Conze, risponde in senso positivo. Egli sottolinea che "i Buddisti erano in contatto con i Cristiani che usavano scritture come il Vangelo di Tommaso, nel Sud dell´India." Le rotte commerciali tra il mondo greco-romano ed il Lontano Oriente erano aperte al tempo in cui fiorì lo gnosticismo (80-200 d.C.); per generazioni i missionari buddisti avevano svolto i loro proseliti ad Alessandria. Possiamo anche ricordare che Ippolito, che era un Cristiano di lingua greca a Roma (225 d.C.) conosceva i Bramini indiani – ed include la loro tradizione tra le fonti dell´eresia.
"Vi è, tra gli Indiani, un´eresia di coloro che filosofeggiano tra i Bramini, che vivono una vita autosufficiente, astenendosi dal mangiare creature viventi e tutti i cibi cucinati ... Dicono che Dio sia luce, non come la luce che uno vede, né come la luce del sole o del fuoco, ma per loro Dio è discorso, non quello che trova espressione in suoni articolati, ma quello della conoscenza (gnosi) attraverso la quale i misteri segreti della natura sono percepiti dai saggi."
Potrebbe il titolo del Vangelo di Tommaso – dal nome del discepolo, che come ci dice la tradizione, proveniva dall´India – suggerire l´influenza della tradizione indiana?
Tutte queste considerazioni dimostrano che le nostre evidenze non possono dirsi conclusive. Tradizioni parallele possono emergere in differenti culture in tempi differenti, per cui tali idee potrebbero essersi sviluppate nei due luoghi indipendentemente. Quelle che chiamiamo religioni orientali ed occidentali, e che tendenzialmente riguardano correnti separate, non erano chiaramente differenziate 2, 000 anni or sono.
Le ricerche sui testi di Nag Hammadi sono solo all´inizio: attendiamo il lavoro degli studiosi che possono studiare queste tradizioni in modo comparativo per scoprire se è possibile che abbiano radici in fonti indiane.
Eppure, le idee che associamo alle religioni orientali, sono emerse in occidente nel I secolo attraverso il movimento gnostico, ma sono state soppresse e condannate dai polemisti come Ireneo. Pertanto coloro che definiscono lo gnosticismo un´eresia adottano – più o meno consapevolmente – il punto di vista di quel gruppo di Cristiani che si autodefiniscono Cristiani ortodossi. Un eretico potrebbe essere chiunque la pensa in modo dissimile o anche leggermente differente. Secondo la tradizione, un eretico è colui che devia dalla vera fede. Ma cosa definisce la "vera fede"? Chi la definisce in questo modo, e per quali ragioni?
Si tratta di un problema familiare alla nostra stessa esperienza. Il termine "Cristianità", specie dalla Riforma, ha coperto una gamma incredibile di gruppi. Coloro che sostengono di rappresentare la "vera Cristianità" nel XX secolo possono spaziare da un Cardinale Cattolico in Vaticano ad un predicatore Metodista Episcopale Africano a Detroit; da un missionario mormone in Thailandia, al membro di una chiesa in un villaggio sulle coste della Grecia. Eppure Cattolici, Protestanti, ed Ortodossi concordano nel dire che tali diversità siano uno sviluppo recente – e deplorevole. Secondo la leggenda Cristiana, la prima chiesa era differente. I Cristiani di ogni corrente guardano indietro alla chiesa primitiva per trovare una forma più semplice e pura di fede Cristiana. Al tempo degli apostoli, tutti i membri della comunità Cristiana condividevano i loro averi e proprietà; tutti credevano agli stessi insegnamenti e praticavano insieme il culto; tutti riverivano l´autorità degli apostoli. E´ stato solo dopo quell´età dell´oro, che sono emersi i conflitti e le eresie: così dice l´autore degli Atti degli Apostoli, che si definisce il primo storico della Cristianità.
Ma le scoperte di Nag Hammadi hanno sconvolto il quadro. Se ammettiamo che alcuni di questi 22 testi rappresentino le prime forme di insegnamento Cristiano, dobbiamo riconoscere che la Cristianità originaria è molto differente di quanto la maggior parte di noi si potesse aspettare prima delle scoperte di Nag Hammadi.
La Cristianità contemporanea, diversa e complessa come noi la troviamo oggi, effettivamente potrebbe mostrare maggiore unanimità delle Chiese cristiane del I e del II secolo. Per quasi tutti i Cristiani di oggi, Cattolici, Protestanti ed Ortodossi, tre sono le premesse di base: primo, accettare il canone del Nuovo Testamento; secondo, professare il credo apostolico; e terzo, riconoscere l´autorità della chiesa come istituzione. Ma ognuno di queste – il canone della Scrittura, il credo e la struttura istituzionale – sono emerse nella forma presente solo dopo la fine del II secolo. Prima di quel tempo, come attestano Ireneo ed altri, numerosi Vangeli circolavano tra vari gruppi Cristiani: da quelli del Nuovo Testamento, Matteo, Marco, Luca e Giovanni, a scritture come il Vangelo di Tommaso, il Vangelo di Filippo, ed il Vangelo della Verità, e molti altri insegnamenti segreti, e poemi attribuiti a Gesù o ai suoi discepoli; molti dei quali sono andati perduti. Coloro che si definivano Cristiani intrattenevano molte – e radicalmente differenti – credenze e pratiche religiose. E le comunità sparse per tutto il mondo conosciuto si organizzavano in modi che differivano ampiamente da un gruppo all´altro.
Eppure, dal 200 d.C. circa, la situazione è cambiata. La Cristianità è divenuta un´istituzione guidata da una gerarchia a tre rami con vescovi, sacerdoti e diaconi, che si definiscono i guardiani della sola "vera fede". La maggioranza delle chiese, tra le quali la chiesa di Roma con un ruolo centrale, hanno respinto tutti gli altri punti di vista come eresie. Deplorando la diversità dei primi movimenti, il Vescovo Ireneo ed i suoi seguaci hanno insistito che vi dovesse essere una sola chiesa, e fuori da essa, "nessuna salvezza". I membri di questa chiesa sola potevano dirsi Cristiani ortodossi (letteralmente "di retto pensiero"). E, come diceva Ireneo, questa chiesa doveva essere cattolica – ovvero universale. Chiunque avesse sfidato questa visione, ad esempio proponendo altre forme di insegnamento Cristiano, sarebbe stato dichiarato eretico, ed espulso. Quando gli ortodossi ottennero anche il supporto militare, dopo che l´Imperatore Costantino divenne Cristiano nel IV secolo, le punizioni per l´eresia crebbero d´intensità.
Da: The Gnostic Gospels di Elaine Pagels – Vintage Books.
di Michael A. Cremo, Richard L. Thompson2. Archeologia Misterica
di Luc Bürgin3. Archeologia dell'impossibile
di Volterri Roberto4. Archeologia eretica
di Luc Bürgin5. Il libro degli antichi misteri
di Reinhard Habeck6. Rennes-le-Château e il mistero dell'abbazia di Carol
di Roberto Volterri, Alessandro Piana7. Il mistero delle piramidi lombarde
di Vincenzo Di Gregorio8. Le dee viventi
di Marija Gimbutas9. Come ho trovato l'arca di Noè
di Angelo Palego10. Navi e marinai dell'antichità
di Lionel Casson
ARCHEOLOGIA BIBLICA
ECCEZIONALE RITROVAMENTO IN UN TUNNEL SEGRETO IN MESSICOARCHEOLOGIA BIBLICA
CIMITERO DI ANFORE IN DUE NAVI ROMANE NELLE EOLIEARCHEOLOGIA BIBLICA
SCOPERTI VASI DI ARGILLA CRUDI A POMPEIPALEONTOLOGIA
IL GIGANTE DI ATACAMA: UN ALTRO GEOGLIFO CHE SFIDA LA NOSTRA COMPRENSIONE DEL PASSATOARCHEOLOGIA BIBLICA
TROVATA AD ORVIETO LA TESTA DEL DIO DEGLI ETRUSCHIPALEONTOLOGIA
IL MISTERO DELLE TORRI SEGRETE DELL'HIMALAYAARCHEOLOGIA BIBLICA
UNO SCAVO ILLEGALE SCOPRE UN TEMPIO DI THUTMOSE IIIPALEONTOLOGIA
LA BUFALA CHE GESU' FU PADRE E MARITOPALEONTOLOGIA
IL "SEME MAGNETICO" CHE DIEDE VIA ALLA VITA VEGETALE SULLA TERRAPALEONTOLOGIA
TRAPPOLE PER DEMONI SCOPERTE IN INGHILTERRA













