Elaine H. Pagels:
Professore di Religione – Princeton University
Oggi vi sono persone che parlando di Q come si trattasse di un vangelo.
Q, per come lo vedo, non è un Vangelo, è un´ipotesi. Quando gli studiosi hanno iniziato a studiare i Vangeli del Nuovo Testamento, letteralmente, hanno scoperto che Matteo e Luca usarono entrambe Marco come punto di partenza, una sorta di trama di fondo alla loro narrazione. Diciamo questo, in quanto Marco è completamente incorporato – 16 capitoli – in entrambi i Vangeli di Matteo e Luca.
Ma entrambe usarono anche altri detti, parabole, storie e così via. E gli studiosi osservano che vi è una parte dei detti riportati da Matteo che è esattamente uguale ai detti riportati da Luca.
Erano in effetti versione identiche identici in Greco. Ora - pensiamo – Gesù parlava aramaico. Così, se uno di voi traducesse un brano dall´Aramaico, ed io traducessi lo stesso brano dall´aramaico, otterremo certo due traduzioni differenti. Pertanto, avremmo citazioni greche identiche delle parole di Gesù, solo se disponessimo della stessa traduzione greca delle sue citazioni.
Così alcuni studiosi suggeriscono che vi deve essere stato, oltre a Marco, un altro scritto che potrebbe aver contenuto un´elencazione dei detti di Gesù, tradotti in Greco. E lo chiamano "Quelle" che significa fonte in Tedesco. Per brevità, lo chiamano "Q".
Nessuno ha mai trovato una tale fonte scritta. Possiamo ricostruirla perché immaginiamo esitesse, ma nessuno l´ha mai vista, e di certo, nella mia mente, non è un Vangelo. E´ solo un´ipotesi molto buona e molto ben fondata.
Se non è un Vangelo, allora cos´è?
Era una fonte delle parole di Gesù, un altro ritratto di Gesù. Per esempio, chiunque abbia raccolto i detti di Q non era interessato alla morte di Gesù, non era interessato alla sua risurrezione.
Pensava che l´importanza di Gesù consistesse in quel che aveva detto, quel che aveva predicato. Altri però pensarono: "non è abbastanza avere i detti di Gesù. Dobbiamo parlare della sua morte e crocifissione e della sua risurrezione, queste sono le cose importanti."
Qualcuno allora decise di mettere tutte le cose insieme ed ecco che abbiamo Matteo, abbiamo Luca e abbiamo Marco.
Ma originariamente si trattava di strutture probabilmente distinte.
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