sei in Home > Archeologia > News > Dettaglio News
12 Giugno 2010 ARCHEOLOGIA
Martin Doutré Liutprand.it
L'ANTICO OSSERVATORIO SOLARE DI WHAKAHORO
FOTOGALLERY
tempo di lettura previsto 3 min. circa

Un giovane contadino della parte centrale dell'Isola del Nord della Nuova Zelanda, di nome Dan Steele, possiede un terreno che non è, nel complesso, adatta per l'agricoltura. Ha pensato che l'ubicazione gli offrisse però qualche opportunità di tipo turistico: una gran bellezza paesaggistica, all'interno di uno splendido insieme di alte colline e valli serene, attraverso il quale scorrevano grandi fiumi e piccoli affluenti. Specie rare di fauna e flora, ormai del tutto scomparse da altre parti della Nuova Zelanda.

Dan ha pensato di costruire un luogo di ristoro, con vista mozzafiato sui tre maestosi vulcani dell'altopiano centrale verso est, e sul Monte Taranaki verso ovest. Nel punto più alto della fattoria, una scavatrice lavorava per creare un luogo pianeggiante. La macchina aveva appena intaccato la superficie, quando una serie di massi di concrezione di dimensioni simili sono stati scoperti nel materiale di superficie. Queste formazioni molto interessanti sono state attentamente estratte e messe da parte. L'evidenza suggerisce che gli otto massi, rimossi dal suolo poco profondo e tutti raggruppati insieme in un'area limitata di soli 15 x 15 metri, una volta erano parte di un antico osservatorio solare, appositamente realizzato. Gli otto massi (sei in piena vista) stanno in cima a questa piccola collina. Al lato destro dell'immagine, si vede un dosso intatto, con uno scavo parziale sul lato. Questo dà un'indicazione di quanto sia poco profondo lo scavo fatto e di quanto piccolo sia stato lo spianamento della collina. Un altro masso di concrezione, non spostato, si trova esposto dietro la gobba, portando il totale su questa piccola distesa di terreno a nove concrezioni di grandi dimensioni.

Possono quei massi di concrezione essere arrivati sino a lì naturalmente?

L'esplorazione della zona circostante mostra che non vi è abbondanza di concrezioni visibilmente apparenti. Le uniche altre due, nelle vicinanze, sono piuttosto isolate e sembrano collocate artificialmente, come marcatori. Alcune concrezioni naturali sono state trovate semi-esposte ad un livello inferiore di una collina vicina. Quei massi e frammenti irregolari, che spezzavano la superficie, s'incontravano circa 550 metri a NNE.

Secondo un geologo consultato dall'autore, i suoli locali sono costituiti da arenarie del tardo Miocene e siltiti, risalenti circa a 6-9 milioni d'anni fa. I massi di concrezione, nella regione del fiume Whanganui, sono ragionevolmente comuni e questi, secondo lui, sembrano costituiti d'arenaria calcarea, che spesso contiene frammenti di conchiglie.

Nel commentare ulteriormente le prove fotografiche, in cui appaiono i substrati in argini esposti, il geologo ha dichiarato che "Lo scavo sembra essere la fine di una stretta cresta. Da quello che posso vedere, la 'grana' o letto nella roccia è in ripida immersione e la roccia è ben articolata. Le concrezioni di solito non possono formarsi in strati rocciosi massicci, ma se ne trovano parecchie nei sedimenti o, come a Silverdale, in una colata di fango sottomarino. Così le pietre trovate nel sito sembrano estranee alla massa rocciosa locale".

Oltre a quanto detto sopra, l'area è stata ricoperta da cenere nei millenni, a causa di tutti i vulcani attivi nella regione, che periodicamente soffiano le loro polveri e detriti su tutto il circondario. Ci si potrebbe ragionevolmente aspettare che un colle alto come questo abbia ricevuto la sua giusta quota di cenere vulcanica e che nei primi strati del suolo i materiali rocciosi siano ben ricoperti da quel materiale.

Il materiale trovato tutt'intorno alla parte inferiore di una delle concrezioni non rimossa presentava una colorazione marrone scuro, come se fosse stato sottoposto a calore elevato.

La valutazione geologica preliminare di campioni prelevati presso il sito mostra una incidenza di mica, così come piccole pietre scure che sarebbero più coerenti con quello che si trova in rioliti vulcaniche. Questo materiale del campione risulta avere ricoperto la superficie esterna delle concrezioni. Si trova anche sotto una delle concrezioni indisturbate, indicando che il masso è in materiale estraneo, non pertinente alla sua formazione. Più in generale, il materiale del suolo su cui le otto rocce esposte di recente si trovavano contiene mica e le prove suggerirebbero che le concrezioni siano state poste sopra uno strato di cenere caduta, piuttosto che emergere naturalmente dal limo sedimentario, essenziale per la formazione e la crescita della concrezione.....continua su : http://www.liutprand.it/articoliMondo.asp?id=323

TAG: Altro