Un super-raggio anticancro per bruciare i tumori, che in futuro promette di curare circa tremila pazienti all'anno, 150 al giorno per un totale di 20mila sedute annue. Sono i numeri del primo Centro nazionale di adroterapia oncologica (Cnao), inaugurato oggi a Pavia alla presenza, fra gli altri, dei ministri della Salute Ferruccio Fazio, dell'Economia e finanze Giulio Tremonti e delle Riforme Umberto Bossi.
Il Centro, spiega Erminio Borloni, presidente della Fondazione Cnao istituita nel 2001 dal ministero della Salute per gestire la struttura, "tratterà in maniera routinaria i primi pazienti a partire da fine 2011. A pieno regime, previsto dal 2013, fornirà prestazioni di adroterapia a carattere ambulatoriale, rimborsate dal Servizio sanitario nazionale, 5 giorni alla settimana per 13 ore al giorno". Il tutto, sottolinea, dopo "una fase sperimentale della durata complessiva di 18 mesi, che coinvolgerà 230 pazienti (80 trattati con protoni, 150 con ioni carbonio), di cui il primo sarà arruolato verso la fine di quest'anno".
Dopo la prima pietra, posata nel marzo 2005, ricorda Borloni, lo Cnao "è stato realizzato in 4 anni e con una spesa contenuta: 125 milioni di euro", contro i 200 circa prevedibili per una struttura del genere. Un centro che nasce come quarto al mondo, dopo quelli di Chiba e Hyogo in Giappone e di Heidelberg in Germania. L'adroterapia colpisce il tumore in modo 'intelligente', mirato e potenzialmente senza effetti collaterali, e può essere utilizzato nella cura di diverse neoplasie, quando resistenti alle tecniche tradizionali: sarcomi, tumori pediatrici e al polmone, tumori al pancreas, oculari, alle ghiandole salivari, al cervello, al midollo spinale e per alcune forme di cancro della testa e della zona pelvica.
Per la nascita del nuovo Cnao di Pavia hanno lavorato insieme pubblico e privato, Regione e Governo, ospedali e università, sottolinea il presidente lombardo Roberto Formigoni, che parla di "una sorta di 'dream team'" al servizio del malato.
Ma come nasce il nuovo super-raggio intelligente che 'brucia' i tumori? "I fasci utilizzati sono prodotti dal sincrotrone, un acceleratore di particelle con due sorgenti che generano ioni carbonio e protoni - spiega Sandro Rossi, segretario generale e direttore tecnico della Fondazione Cnao - Durante il trattamento un 'pacchetto' di particelle viene immagazzinato in una ciambella d'acciaio svuotata d'aria, lunga 80 metri e con un diametro di 25. Qui le particelle viaggiano inizialmente a circa un decimo della velocità della luce. Il fascio viene quindi accelerato fino a compiere un milione di giri (pari a circa 30 mila chilometri) in mezzo secondo, per arrivare all'energia desiderata, scelta dal medico in base alla profondità del tumore". Al momento opportuno "una 'porta' si apre e il fascio colpisce il bersaglio con una precisione sub-millimetrica", fermandosi laddove serve e "tagliando 'a fette' il tumore", riassume l'esperto.
Il paziente viene trattato in una delle tre sale attrezzate con 4 linee di fascio (una quarta sala è invece destinata alla ricerca clinica e radiobiologica). Possono bastare 2-3 minuti per irradiamento e in media una decina di sedute di 25 minuti l'una, "ma questa terapia non sostituisce la radioterapia convenzionale - tiene a precisare Roberto Orecchia, direttore scientifico della Fondazione Cnao - E' un'arma in più a disposizione di medici e pazienti".
Per Umberto Veronesi si tratta di una terapia anticancro mirata al millimetro, con zero effetti collaterali, che può rappresentare una svolta "per tutti quei pazienti con forme tumorali difficili da raggiungere con le cure tradizionali", spiega l'ex ministro della Sanità all'Adnkronos.
"Le particelle pesanti strumento dell'adroterapia - sottolinea il direttore scientifico dell'Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano - hanno il grande vantaggio che, proprio perché sono pesanti, non deviano ma seguono un percorso collimato che va dritto sul bersaglio, anche piccolissimo, anche di un millimetro appena".
Durante la cerimonia di inaugurazione del Cnao, Ferruccio Fazio ha annunciato l'intenzione di proporre a Tremonti ''di trasformare il Centro nazionale di adroterapia oncologica di Pavia in Istituto nazionale di adroterapia oncologica''. "Dovremo valutare in che modo" attuare questa trasformazione, "ma - ha precisato - come Istituto nazionale questo centro potrebbe dotarsi di un finanziamento autonomo e potrebbe fare un grandissimo lavoro di indirizzo non solo per l'Italia, ma anche per gli altri Paesi".
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