Nuove prove sembrano smentire la tesi per cui politiche anti-ecologiste avrebbero decretato la fine di questa popolazione intorno al 900 d.C. Lo studio su Pnas
Maya decaduti a causa di politiche anti-ecologiste? Falso, almeno è quanto sostengono i ricercatori del Lehman College presso la City University di New York in uno studio pubblicato su Pnas. Secondo gli scienziati non può essere stata la degradazione ambientale - provocata da deforestazione su larga scala - la causa principale dell'abbandono delle città dei bassipiani del Centro America intorno al 900 d.C (fenomeno conosciuto come "Collasso delle civiltà Maya del periodo classico", uno dei grandi misteri dell'archeologia). Non ci sarebbe infatti, stando allo studio, nessuna corrispondenza tra i periodi di decadenza e abbandono delle città e quelli di deforestazione.
I ricercatori, guidati da Cameron McNeil, sono arrivati a questa conclusione studiando i sedimenti di polline estratti dai dintorni della città Maya di Copan, in Honduras, considerata una degli esempi più chiari di questa presunta correlazione. Nuove analisi dei pollini hanno mostrato che l'estensione e la densità della foresta aumentò nel periodo tra il 400 e il 900 d.C, con percentuali polliniche nei sedimenti pari a quasi al 90 per cento. Piuttosto, i periodi di deforestazione possono essere fatti risalire al 900- 750 a.C. e al 400 d.C.
Proprio gli studi sui sedimenti di polline di Copan effettuati negli anni Ottanta e Novanta erano tra le prove più convincenti della coincidenza tra l'abbandono delle città e i fenomeni dei deforestazione (oltre alla considerazione che il grande aumento demografico avvenuto nel periodo classico ebbe come conseguenza un altrettanto significativo incremento della richiesta di cibo e di legname). Quasi tutti gli studiosi erano quindi giunti alla conclusione che, sebbene sicuramente più di un fattore avesse contribuito al collasso delle civiltà dei bassipiani entroamericani, la deforestazione imprudente e la cattiva gestione del territorio da parte dei suoi abitanti erano la causa principale.
Parere del tutto contrario quello McNeil e dei suoi colleghi. "Nonostante la pressione demografica gli abitanti di Copan sono stati dei buoni manager delle loro risorse naturali. Alla fine del periodo classico della civiltà Maya, infatti, le foreste che sovrastavano la città erano più fitte e verdi che non quando questa popolazione vi ha costruito i primi insediamenti", hanno commentato i ricercatori: "La caduta delle antiche città Maya può essere dovuta a molte cause, ma la deforestazione non è una di queste".
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