Molti studiosi si chiedono se a Piazza Vittorio è stata trovata la famosa residenza di Caligola.
A pochi passi dalla grande e affollatissima stazione Termini di Roma è nascosto un patrimonio storico archeologico che forse molte volte viene dimenticato. Quello bene in vista è senza dubbio il cosiddetto ´Trofeo di Mario' nome destinato, nell'alto medioevo, per la presenza di due statue che in esso erano visibili, al complesso monumentale con funzione di fontana risalente al III secolo d.C. circondato da ringhiere e alberi, all'interno di piazza Vittorio Emanuele. Ma qualche metro più lontano ci sono importanti strutture archeologiche nascoste che potrebbero definire importanti svolte nello studio dell'archeologia romana.
A rendere noto le ulteriori scoperte fatte durante il recupero di un palazzo in piazza Vittorio è stata, con una nota del 18 dicembre, l'associazione Italia Nostra, da sempre occupata nella valorizzazione e conservazione dei Beni Culturali: "Le recenti ed importanti strutture archeologiche ritrovate durante i lavori per la costruzione di un nuovo edificio a piazza Vittorio si collegano a quanto era stato scoperto nel 2006 durante i lavori per l'ammodernamento della linea A della metropolitana dove a 6 metri di profondità erano venuti alla luce antichi muri, ampie parti di mosaici, vasellame e due pietre preziose. Già allora risultava che i resti erano degli 'Horti Lamiani' o 'Villa degli Aelii Lamiae' una delle più importanti e fastose residenze imperiali (horti in latino indica un'importante villa con grandi distese di giardini). Così, ha dichiarato in una nota, Italia Nostra.
Da quella zona proviene la celebre Venere Esquilina della Centrale Montemartini - prosegue l'associazione - Per la città e per gli studiosi l'importanza maggiore, anche dei recenti ritrovamenti, consiste nelle strutture murarie che, collegate a quanto ritrovato negli anni passati, intorno a Piazza Vittorio, può finalmente ricostruire quello che faceva parte della fastosa residenza imperiale amata da Caligola. Queste almeno furono nel 2006 le dichiarazioni anche pubbliche di responsabili della Soprintendenza Archeologica di Roma. Italia Nostra, non essendo competente in materia, non vuole assolutamente entrare nella polemica se quanto venuto alla luce sia la Villa di Caligola o no, ma certamente non può essere negata l'importanza del ritrovamento sotto l'edificio che prevedeva fra l'altro ben 6 piani di parcheggio interrato".
Italia Nostra ribadisce che "Queste straordinarie strutture non possono essere distrutte né sotterrate per sempre, sotto il cemento, ma devono rimanere nella possibilità di essere visitate non solo dagli studiosi, ma anche dai cittadini romani".
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