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1 Febbraio 2009 ARCHEOLOGIA
La redazione di La Porta del Tempo
IL MISTERO DEL TELESCOPIO DI BRUEGHEL
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Nel suo dipinto del 1617 "L'allegoria della visione", il pittore fiammingo Jan Brueghel il Vecchio mostra quello che sembra un telescopio, nel modello realizzato da Keplero. La lunghezza e l'evidente oculare per l'occhio sono inconfondibili, come affermano gli autorevole studiosi di telescopi Paolo Molaro e Pierluigi Selvelli. Quel particolare tipo di telescopio, però, sarebbe stato inventato dall'astronomo Giovanni Keplero soltanto quindici anni dopo.

A differenza del telescopio di Galileo, nel quale i padri della chiesa si rifiutarono persino di guardare, per confermare le sue scoperte astronomiche, la versione di Keplero poteva ottenere ingrandimenti notevolmente superiori, ma l'immagine appariva capovolta. Si pensa che egli lo inventasse nel 1631. Così, come può essere mostrato nel 1617? Quesot potrebbe provare che l'idea fosse concepita in precedenza, oppure può essere un esempio di premonizione di una tecnologia di là da venire?

E' interessante che in "Time Travel Evidence", sulla rivista Atlantis Rising, n. 71, il ricercatore Joseph Jochmans trattasse di un dipinto molto particolareggiato, eseguito nel 1595 dall'italiano Bonaventura Salimbeni, nel quale appare la forma d'una sfera metallica, un satellite artificiale completo d'antenne, che potrebbe essere una specie di strumento per il viaggio nel tempo, proveniente dal futuro. Certamente l'oggetto ha un aspetto inusuale hi-tech, totalmente fuori luogo per un quadro del sec. XVI o XVII.

Senza dubbio, i pittori rinascimentali dell'Italia e dell'Olanda erano molto avanti per il loro tempo e conoscevano segreti – specialmente nel campo dell'ottica – che sono ancora ignoti ai nostri tempi.

per approfondimenti:

http://www.atlantisrising.com/pdf_sampler/79sampler.pdf

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