Grazie al ritrovamento di fossili di albero con tronco, rami, ramoscelli e corona praticamente intatti, un team internazionale ha potuto fornire la descrizione delle foreste più antiche del mondo, formate da alberi simili a felci e presenti sulla Terra circa 385 milioni di anni fa (periodo Devoniano). La scoperta, pubblicata su Nature, risolve un mistero che ha impegnato gli scienziati per più di un secolo: fossili di ceppi di alberi con radici furono scoperti infatti già nel 1870 in una cava di Gilboa (nello stato di New York), dopo un´improvvisa alluvione. I ceppi di Gilboa erano considerati i resti fossili delle più antiche foreste terrestri, ma gli scienziati non avevano mai visto la parte superiore dell´albero e non sapevano a quale specie assomigliasse.
Nel giugno del 2004 Linda VanAller Hernick e Frank Mannolini del reparto di paleontologia del New York State Museum hanno scoperto il fossile di una corona in un piccola cava di arenaria del Department of Environmental Conservation, a una quindicina di chilometri dal luogo di ritrovamento dei ceppi di Gilboa. La seconda scoperta, l´estate successiva, è stata invece una porzione di tronco lunga 8, 5 metri. I fossili sono stati assemblati con l´aiuto di Christopher Berry della Cardiff University il quale è stato in grado di identificare i reperti come appartenenti alla Wattieza, un albero simile alla felce. Piccoli frammenti di Wattieza erano stati trovati anche in passato, ma non c´era alcuna prova diretta di quanto potesse crescere la pianta, mentre i nuovi campioni dimostrano che raggiunsero un´altezza di almeno otto metri e formarono la prima foresta conosciuta sulla Terra.
Berry sostiene su Nature l´importanza della scoperta: "Ci ha permesso di ricreare i primi ecosistemi delle foreste. È stato un momento significativo nella storia del pianeta: l´aumento delle foreste rimosse molta anidride carbonica dall´atmosfera, causando il calo delle temperature e rendendo il pianeta molto simile alle attuali condizioni".
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