Lo hanno chiamato Lluc. E' un ominide vissuto 11, 9 milioni d'anni fa ed è il più antico degli antenati dell'uomo. A differenza di quanto appurato finora, non proviene dall'Africa ma dal bacino del Mediterraneo. Dalla Spagna, precisamente.
Il suo "ritratto" è stato pubblicato nei giorni scorsi dalla rivista dell'Accademia delle Scienze degli Stati Uniti, Pnas. Un po' scimmia, un po' uomo, questo antenato dal nome scientifico di "Anoiapithecus brevirostris", è oggetto di studio dell'Istituto catalano di Paleontologia e del dipartimento di Scienze della Terra dell'università di Firenze. A coordinare le due equipe, il professore Salvador Moyà-Sola.
Il suo ritrovamento di Lluc nella località di Anoia, in Catalogna, ha destato fermento nella comunità scientifica. Lo studio dei resti ha fornito elementi nuovi nella comprensione delle origini della famiglia degli Ominidi, che oltre all'uomo include orango, scimpanzé e gorilla.
Stando alle ricostruzioni, Lluc era maschio. Il fossile è stato trattato con estrema cura a causa della sua fragilità. Lluc è vissuto nel Miocene medio, ma i suoi resti rivelano un aspetto moderno, con un prognatismo molto ridotto. Il fossile, spiegano gli esperti, "ha un aspetto mai visto in nessun primate fossile miocenico" e il suo aspetto "é confrontabile tra gli ominidi solamente con il prognatismo del nostro genere, Homo".
Tuttavia, la morfologia della faccia non indica che Anoiapithecus abbia relazioni di parentela diretta con Homo, ma potrebbe essere il risultato di una convergenza morfologica. Certo è che di Lluc sono arrivati fino a noi parte della faccia e della mandibola. I pochi resti ritrovati sono stati sufficienti per gli studiosi a dimostrare che le scimmie kenyapithecine "il gruppo arcaico più vicino agli ominidi, quello in cui gli antenati dell'uomo affondano le radici", hanno detto i ricercatori.
La scoperta, sostengono sempre gli studiosi, dimostrerebbe che all'orgine della nostra famiglia ci sono individui provenienti dal bacino del Mediterraneo.
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