Sabato 9 maggio all'auditorium di San Rocco a partire dalle ore 9, 30 si terrà una tavola rotonda sul tema "Archeologia urbana nelle Marche. Stato operativo e prassi normativa. Gli esempi di Pesaro, Matelica e Senigallia", organizzata dalle sezioni cittadine di Italia Nostra e Archeoclub con il patrocinio del dell'Amministrazione Comunale e con la collaborazione della Soprintendenza Archeologica delle Marche.
da Italia Nostra - Senigallia
All'incontro interverranno il sindaco di Senigallia Luana Angeloni, il sindaco di Matelica Patrizio Gagliardi, il soprintentende archeologo Giuliano de Marinis, i funzionari della stessa Soprintendenza Gabriele Baldelli e Paolo Quiri, il responsabile del competente ufficio del comune Stefano Ciacci; saranno presente l'assessore all'urbanistica Maurizio Mangialardi, alcuni professionisti del settore e quanti vorranno dare il loro contributo di idee.
L'interesse sull'argomento è stato suscitato una prima volta a Senigallia negli anni '90 in seguito ai ritrovamenti avvenuti nell'area del teatro "La Fenice" ed è tornato di attualità proprio questi giorni in vista della realizzazione di un parcheggio interrato nell'area dell'ex GIL, dove sono in corso nuovi saggi esplorativi per verificare l'eventuale presenza di testimonianze archeologiche. Si tratta di una precauzione obbligata e doverosa, essendo noto che il sottosuolo del centro storico è ricco di testimonianze archeologiche, lasciate dalle successive ricostruzioni che la città che ha subito a partire dal tardo medioevo.
La ricostruzione cinquecentesca infatti e l'ampliamento settecentesco hanno spazzato via la città romana, quella comunale e quella malatestiana, cosicché parti indeterminate di questo triplice livello urbanistico sono sicuramente conservate sotto le fondamenta delle edificazioni posteriori. Le conoscenze al riguardo però sono molto scarse, perché mancano quasi completamente le fonti archivistiche, mentre dei ritrovamenti più antichi, come di quelli avvenuti in occasione di interventi edilizi nel corso del ´900, non restano che poche notizie frammentarie. Così si ignora quali fossero l'estensione della città romana, le varie dislocazioni della città medievale, l'andamento delle mura malatestiane, l'ubicazione di molte delle tante chiese menzionate dai documenti fra ´200 e ´400 e così via.
L'unica possibilità di dare una risposta a questi interrogativi è affidata alla scoperta delle testimonianze archeologiche ancora conservate nel sottosuolo e a questo scopo nell'incontro si discuterà di come preservare e utilizzare correttamente questa preziosa fonte di conoscenza, di quali misure adottare in occasione di lavori pubblici e privati, ma anche della possibilità di sperimentare esplorazioni mirate in alcune aree di proprietà comunale particolarmente idonee nella speranza di trovare le risorse per un lavoro sistematico di ricerca.
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