Sufficiente per memorizzare 10 DVD Blue-Ray da 50 GB, oppure 20 da 25 GB, oppure 100 DVD da 4, 7 GB, insomma, c'è spazio in abbondanza sul nuovo supporto ottico da 500 GB prodotto da General Electric.
Non si tratta di una tecnica particolarmente compressa di memorizzazione lineare: si tratta, invece, di un supporto olografico a tutti gli effetti. Ancora in puro stadio di prototipo da laboratorio, chiarisce il New York Times, ma funzionante.
Il sistema sperimentale di GE per il supporto ottico da 500 GB, in funzione (Click per ingrandire)
I dati sono codificati in pattern e memorizzati su materiale sensibile alla luce. Gli ologrammi agiscono come microscopici specchi che riflettono tali pattern quando un laser li illumina: a quel punto, ogni ologramma può tirar fuori i dati che contiene e farli rilevare dal lettore, che li decifra.
Il grosso vantaggio della memorizzazione olografica - spiega la testata - è quello di avere una capacità di memorizzazione centinaia di volte maggiore rispetto ai metodi tradizionali, compreso il Blue-Ray, in cui i pattern sono lineari e stesi sulle superfici sensibili.
Non si tratta di una tecnica nuova: l'olografia è conosciuta sin dagli anni 60, ma solo ora il suo impiego è stato reso possibile a questi livelli. L'impegno di GE è comunque andato oltre: il metodo con cui gli ologrammi sono memorizzati ha tenuto presente la compatibilità verso il basso. Sicché una «meccanica» di lettura di questo tipo potrà anche leggere, a ritroso, tutti i supporti, dal Blue-Ray al normale CD audio.
Il supporto ottico da 500 GB, colpito dal raggio laser (Click per ingrandire)
Brian Lawrence, che guida la ricerca in materia di memorizzazione olografica in General Electric, spiega sul blog: "ultimamente il team di GE ha fatto progressi enormi nei materiali, rendendo possibile un sostanziale incremento della quantità di luce riflessa dagli ologrammi".
Maggiore è la riflettività, maggiore è la capacità, illustra BBC News, che unita alla capacità di essere totalmente compatibile verso il basso, non dovrebbe mancare l'obbiettivo di un decollo industriale piuttosto precoce. In una nota, infatti, l'azienda ha spiegato che "l'hardware e i formati sono del tutto simili alle attuali tecnologie di storage ottico".
Secondo Lawrence, "Il giorno in cui si potrà memorizzare l'intera propria collezione di film ad alta definizione su un unico disco ed avere strumenti che supportano formati come la TV 3D è molto più vicino di quanto si possa supporre".
Dunque, non resta che attendere e, secondo GE, neanche troppo tempo: le promesse ci sono tutte.
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