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1 Aprile 2009 ARCHEOLOGIA
galileonet.it
NATURA: SCOPERTA UNA FORESTA DI CORALLO NERO AL LARGO DELLE COSTE CALABRE
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Un robot sottomarino dell'Ispra ha scoperto la più grande distesa finora osservata di Antiphatella subpinnata .

Sicuramente afflitto da molti mali ma lungi dall'essere moribondo, il Mediterraneo continua a stupirci: davanti alle coste calabre di Scilla è stata individuata la più grande foresta di corallo nero (Antiphatella subpinnata) mai osservata prima, formata da 30mila colonie. A individuarle un piccolo robot sottomarino guidato dai ricercatori dell'Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale). Il programma di monitoraggio e ricerca sulla biodiversità marina Mo.Bio.Mar.Cal., iniziato nel 2005 in stretta collaborazione con la regione Calabria, ha scoperto anche 5 colonie di una specie rarissima (Antipathes dicotoma), oltre a numerose specie di coralli, gorgonie, alcionari, pennatulacei e pesci rarissimi, molti dei quali non erano mai stati osservati nel loro ambiente naturale.

I fondali rocciosi del golfo di Lamezia, che scendono fino a 400 metri, rappresentano l'habitat ideale per coralli e gorgonie, peraltro ottimi indicatori biologici dello stato di salute dei fondali che colonizzano, e costituiscono un vivaio per numerose specie di pesci. E per questo sono stati scelti per questo progetto di salvaguardia della biodiversità.

La foresta di corallo nero è stata individuata a una profondità che va dai 50 ai 110 metri ed è unica nel suo genere per la vastità delle colonie e per la rarità della specie. L'Antiphates dicotoma, specie di corallo nero ancora più rara, è stato osservato invece a 150 metri di profondità. Si tratta anche in questo caso di un evento eccezionale: in tutto il mondo ne sono stati raccolti e studiati solo cinque esemplari, di cui l'ultimo, raccolto nel 1946 nel golfo di Napoli, è stato donato al museo dell'Università Americana di Harvard e fino a oggi non era disponibile in letteratura alcuna immagine dal vivo di questa specie.

Da questo programma di ricerca, che continuerà ancora per tutto il 2010, i ricercatori si aspettano di trovare numerose altre specie rarissime e non si esclude che si possano descrivere nuove specie di invertebrati marini.

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