Un pesce che nuotava nell´antica a barriera corallina in Australia 380 milioni anni fa, aveva pinne e narici notevolmente simili agli arti ed alle orecchie delle prime creature a quattro zampe che camminarono sulla terra, secondo un nuovo studio.
Animali terrestri a quattro zampe, conosciuti come tetrapodi, quali gli anfibi moderni, rettili, uccelli e mammiferi, sono evoluti dai pesci a pinna lobata.
Foto antica del fossile dei pesciQuesta transizione dall´acqua alla terra ha lungamente ha appassionato gli scienziati, ma la documentazione fossile di come ciò sia - di fatto - accaduto è ancora incompleta.
La nuova scoperta suggerisce che determinate funzioni delle orecchie e delle membra del tetrapodi potrebbero essere rintracciate molto più indietro nel tempo di quanto precedentemente creduto, in fossili di quelli "che sembravano pesci", ha spiegato John Long, direttore di scienze al Museo Victoria a Melbourne, Australia.
"Erano solo abilmente mascherati nei dati fossili per via delle loro caratteristiche generali molto simili a quelle dei pesci" sostiene in un´intervista rilasciata via e-mail.
"Ci dicono che lo sviluppo progredisce costantemente, ma spesso nasconde le prove, fino a che non capita alla nostra attenzione un fossile realmente ben conservato come questo"
L´articolo di Long e colleghi contenente i risultati delle loro scoperte sarà pubblicato nel numero di domani della rivista Nature.
La squadra ha analizzato un esemplare fossile notevolmente ben preservato di un pesce denominato Gogonasus.
In precedenza questo pesce a pinne lobate – che misurava circa 30 centimetri di lunghezza ed era coperto di scaglie a forma di diamante - era conosciuto soltanto tramite resti fossili schiacciati o frammentati.
Ma il nuovo esemplare, scoperto l'anno scorso in Australia occidentale, è quasi completo, con cranio, corpo ed ossa delle pinne quasi intatti.
Fra le caratteristiche più notevoli si notano le fessure nella parte superiore del cranio denominate sfiatatoi che gli scienziati avevano visto precedentemente soltanto in creature collegate più strettamente ai tetrapodi, come nell´"anello mancante" : il pesce Tiktaalik.
Il Tiktaalik, l'antenato dei pesci conosciuto più prossimo ai tetrapodi, aveva alette con strutture scheletriche simili ad arti, testa che si muoveva indipendentemente dal corpo e sfiatatoi sulla parte superiore.
"Il Gogonasus mostra un adattamento alla respirazione simile a quello che vediamo in creature molto più vicine ai tetrapodi, " ha dichiarato Jennifer Clack, paleontologa ed esperta di tetrapodi all'università di Cambridge in Inghilterra. La Clack non è stato coinvolta nel nuovo studio.
Nei tetrapodi più sviluppati, gli sfiatatoi si sono trasformati in orecchi, aggiunge la Clack.
Long e colleghi inoltre descrivono dettagliatamente per la prima volta le pinne del Gogonasus, mostrando che erano consistenti e robuste come nei primi tetrapodi.
"In termini semplici, il Gogonasus è un collegamento mancante tra i pesci che assomigliano ai pesci e gli elpistostegiani più simili ad anfibi [ tetrapodi simili a pesci quale il Tiktaalik]" ha dichiarato Long.
Prima della scoperta del Gogonasus, tetrapodi simili a pesci erano stati riconosciuti principalmente nell'emisfero settentrionale, ciò sollevando il problema di come i tetrapodi avessero raggiunto l'emisfero sud.
"L'ambiente marino in cui si muoveva il Gogonasus ci dice che i tetrapodi simili a pesci ed i tetrapodi ebbero probabilmente una maggiore abilità di dispersione marina di quanto precedentemente pensato" ha spiegato Long.
I primi tetrapodi simili a pesci potrebbero aver nuotato intorno al mondo, ha aggiunto la Clack. Tuttavia, "il Gogonasus potrebbe avere sviluppato le sue caratteristiche da tetrapode indipendentemente dai primi pesci che strisciavano dall´acqua sulla terra".
"È possibile che le caratteristiche che vediamo nel Gogonasus – specie quelle relative alla respirazione dell´aria ed agli arti - siano evolute in modo parallelo, ma senza nessun effettivo collegamento con i tetrapodi. Forse hanno sviluppato meccanismi simili, in modo indipendente" ha concluso.
di Michael A. Cremo, Richard L. Thompson2. Archeologia Misterica
di Luc Bürgin3. Archeologia dell'impossibile
di Volterri Roberto4. Archeologia eretica
di Luc Bürgin5. Il libro degli antichi misteri
di Reinhard Habeck6. Rennes-le-Château e il mistero dell'abbazia di Carol
di Roberto Volterri, Alessandro Piana7. Il mistero delle piramidi lombarde
di Vincenzo Di Gregorio8. Le dee viventi
di Marija Gimbutas9. Come ho trovato l'arca di Noè
di Angelo Palego10. Navi e marinai dell'antichità
di Lionel Casson
ARCHEOLOGIA BIBLICA
ECCEZIONALE RITROVAMENTO IN UN TUNNEL SEGRETO IN MESSICOARCHEOLOGIA BIBLICA
CIMITERO DI ANFORE IN DUE NAVI ROMANE NELLE EOLIEARCHEOLOGIA BIBLICA
SCOPERTI VASI DI ARGILLA CRUDI A POMPEIPALEONTOLOGIA
IL GIGANTE DI ATACAMA: UN ALTRO GEOGLIFO CHE SFIDA LA NOSTRA COMPRENSIONE DEL PASSATOARCHEOLOGIA BIBLICA
TROVATA AD ORVIETO LA TESTA DEL DIO DEGLI ETRUSCHIPALEONTOLOGIA
IL MISTERO DELLE TORRI SEGRETE DELL'HIMALAYAARCHEOLOGIA BIBLICA
UNO SCAVO ILLEGALE SCOPRE UN TEMPIO DI THUTMOSE IIIPALEONTOLOGIA
LA BUFALA CHE GESU' FU PADRE E MARITOPALEONTOLOGIA
IL "SEME MAGNETICO" CHE DIEDE VIA ALLA VITA VEGETALE SULLA TERRAPALEONTOLOGIA
TRAPPOLE PER DEMONI SCOPERTE IN INGHILTERRA













