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1 Marzo 2009 ARCHEOLOGIA
La redazione di La Porta del Tempo
SCOPERTO UN SUPERCOLLANTE MISTERIOSO DEI ROMANI
tempo di lettura previsto 3 min. circa

Un servizio apparso qualche tempo fa su EPHEMERIS ci presenta la testimonianza della genialità dei Romani anche nel campo della metallurgia. Molti reperti romani sono venuti alla luce durante gli anni, fra cui vari elmi e armature, e persino elmi destinati a proteggere i cavalli. Il fiume Reno, per esempio, ha restituito vari esemplari di questo genere, conservando nelle sue acque per quasi 2000 anni elmi di pregevole fattura, probabilmente come corredo dei cavalli dei comandanti morti in battaglia. Un particolare ha incuriosito gli esperti di restauro del museo del Reno, dove sono esposti numerosi campioni di elmi di ferro impreziositi da lamine d'argento cesellato incollate e perfettamente aderenti nonostante i secoli e persino la permanenza in fondo al Reno. Cosa era questo incredibile e tenacissimo collante che ha sfidato i secoli? Quali erano i componenti di base di questo super-attack antelitteram? Ce lo spiega questo servizio di EPHEMERIS ripreso da Der Spiegel.

Ritrovato un efficacissimo collante usato dai Romani

EPHEMERIS, il notiziario online interamente redatto in latino, di recente ha presentato un interessante servizio che descrive come è stato scoperto un efficacissimo collante usato dai fabbri romani per fare aderire delle lamine d'argento cesellate agli elmi, alle armature dei cavalieri e persino agli elmi dei cavalli. Il collante si è rivelato di una tenacia formidabile, tanto che degli elmi recuperati dal fondo del Reno dopo 1500 anni, si conservavano tuttora perfetti, senza alcun segno di cedimento del collante. Un esemplare è presentato nella foto che accompagna il testo.

Il sig. Frank Willer, esperto restauratore incaricato dal Museo Renano di effettuare delle ricerche su questi cimeli insieme a vari collaboratori, e' riuscito a ritrovare le tracce di questo misterioso collante che ha resistito meravigliosamente per tanti secoli anche in acqua, senza perdere la sua forza adesiva. Al giornalista del settimanale Der Spiegel che lo intervistava ha dichiarato che è stata individuata la natura dei componenti base di questo straordinario collante, ma finora tutti i tentativi per riprodurlo sono falliti. Infatti i componenti base del collante sono soltanto tre, ma è il modo di miscelarli, a parte le proporzioni, che risulta difficile da riprodurre.

"Romani gluten suum universale commiscuerunt e bitumine et sebo bovino et pice corticis arborarii, quae iam aetate lithicâ ad glutinandum adhibebatur." ( I Romani crearono il loro collante universale mescolando bitume, sego bovino e pece estratta dagli alberi, materiale che veniva adoperato per incollare già nell'età della pietra)

Si ignora però se a tali componenti venissero aggiunte altre sostanze. "Fortasse addita esse etiam mineralia, quales sint scobes tegularum aut fuligo aut harena quarzica " "Probabilmente", ha dichiarato l'esperto, " furono aggiunti anche dei minerali, quali polvere delle tegole, oppure fuliggine o sabbia quarzifera". Insomma è un vero enigma questo collante che dimostra una forza adesiva davvero eccezionale, superando di gran lunga la resistenza e soprattutto la durata dei moderni collanti.

Ancora un plauso agli antichi Romani che la sapevano lunga in tutti i settori della vita, persino in quello della metallurgia, come in questo caso.

FOTO:

http://www.vendotutto.org/public/flat/misc/image/nggluten649.jpg