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13 Marzo 2009 ARCHEOLOGIA
Corriere della Sera
IN ORBITA COL NUOVO SITO DELLA NASA
tempo di lettura previsto 2 min. circa

Un osservatorio da cui potersi affacciare e guardare dall'alto i problemi e lo stato di salute della Terra.

Un osservatorio privilegiato da cui potersi affacciare a piacimento e osservare dall'alto i problemi e lo stato di salute della Terra in spettacolari panoramiche a tre dimensioni. Lo mette a disposizione di tutti la Nasa, l'ente spaziale americano, attraverso un sito dedicato al Global Climate Change (cambiamento climatico globale) che rappresenta quanto di più aggiornato su tutti i principali temi di ricerca relativi a questo tema: andamento delle temperature globali, estensione dei ghiacci, livello degli oceani, eccetera. Ma, in più, l'opportunità di informarsi su tutti questi fattori del cambiamento climatico non attraverso le solite e piuttosto astruse e aride tabelle numeriche, ma con animazioni e vedute tridimensionali del nostro pianeta.

IN ORBITA - Fra gli strumenti a disposizione degli utenti e degli appassionati: la possibilità di immettersi nell'orbita di uno dei tanti satelliti per l'osservazione della Terra e ammirare il nostro pianeta dall'alto, effettuando zoomate a volontà, seguire l'andamento delle concentrazioni di CO2 (il principale gas serra), dare uno sguardo al buco dell'ozono e al suo mutevole andamento stagionale, non ultimo divertirsi con un gioco ecologico interattivo chiamato Metropolis. Il sito, riferisce Michael Green, uno dei manager della comunicazione Nasa, offre una panoramica senza precedenti sul nostro mutevole pianeta ed è rivolto soprattutto agli studenti, ma può essere frequentato con soddisfazione anche dagli adulti che desiderano tenersi bene informati.

LE INFORMAZIONI - Un esempio delle informazioni a colpo d'occhio che si possono ottenere dal sito? Eccolo. Estensione dei ghiacci polari: -38% dal 1979. Livello medio degli oceani: +50 millimetri dal 1992. Concentrazione di CO2: 386 parti per milione. Statistiche annuali: degli ultimi 12 anni, 11 sono i più caldi dal 1860. Insomma, ce n'è quanta basta per indurre a riflettere e ad approfondire un tema così affascinante e complesso.

COPIA ED INCOLLA IL LINK:

http://climate.jpl.nasa.gov/Eyes/eyes.html

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