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29 Maggio 2006 PALEONTOLOGIA
Panorama.it
Quando gli uomini amavano le scimpanzè
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È possibile che gli umani si siano incrociati con gli scimpanzè Circa 5, 4 milioni di anni fa. Un'ipotesi fondata sul raffronto genetico tra uomini e primati. Simile al 98%

In un racconto di Ian McEwan, "Reflections of a Kept Ape" (Riflessioni di una scimmia mantenuta, ndt), una donna ha una scimmia per amante. Ipotesi stravagante? Neanche troppo. Perché uno studio pubblicato questa settimana in America dimostrerebbe che umani e primati si sono incrociati dopo una separazione iniziale delle due specie circa 5, 4 milioni di anni fa. Pertanto, la consanguineità tra gli umani e i loro parenti più stretti è molto più recente di quanto si pensasse in precedenza.

GENOMI SIMILI

I ricercatori, guidati da David Reich del Broad Institute di Harvard e dall´Institute of Technology del Massachusetts, hanno esaminato i registri genetici di umani e scimpanzé. La sequenza del genoma umano è stata completata nel 2001, mentre per gli scimpanzè è stata ultimata lo scorso autunno. I due genomi sono simili e differiscono solo dell´1, 2% sui circa 3 miliardi di coppie di "lettere" genetiche in cui è scritto il linguaggio dei geni. In effetti, nelle due specie quasi un terzo dei geni condivisi (ciascuno dei quali è composto da diverse migliaia di lettere) risulta essere identico.

Tuttavia, invece di studiare le differenze genetiche medie, il dottor Reich e colleghi hanno utilizzato le sequenze complete per rivelare la storia dell´evoluzione dei genomi. Per molto tempo, gli scienziati hanno sospettato che alcune regioni del genoma umano (e degli scimpanzè) fossero più vecchie di altre e che le origini di alcune sezioni risalissero addirittura alla popolazione ancestrale comune che ha dato vita a umani e scimpanzè.

STUDIO DI NATURE

Il dottor Reich e colleghi hanno esaminato tali sequenze comuni, tenendo conto dell´ipotesi secondo cui i geni accumulano costantemente mutazioni con il passare del tempo. Gli studiosi hanno confrontato sezioni del genoma umano e del genoma degli scimpanzé, individuando l´entità delle differenze. Nei geni diversi, gli umani condividono un antenato genetico comune con gli scimpanzé in diversi periodi. Studiando più di 32.000 tratti del genoma e misurando il grado di parentela tra umani e scimpanzè in diversi luoghi, gli scienziati sono stati in grado di esaminare con quanta rapidità le specie si sono differenziate l´una dall´altra. I risultati sono stati pubblicati on-line questa settimana su Nature.

CROMOSOMA X

I ricercatori hanno scoperto che ci sono voluti almeno centinaia di migliaia di anni e forse 4 milioni di anni perché gli antenati di umani e scimpanzè smettessero di incrociarsi dopo una prima differenziazione. Umani e scimpanzè avevano continuato a incrociarsi per tutto questo tempo, prima di separarsi definitivamente non più di 6, 3 milioni di anni fa e forse meno di 5, 4 milioni di anni fa, quindi più recentemente di quanto si pensasse. Inoltre, la tesi secondo cui le due specie si sarebbero incrociate per così tanto tempo è a dir poco controversa.

Più interessante è stata la scoperta degli scienziati in merito al cromosoma x negli umani e negli scimpanzè. L´x è uno dei due cromosomi che determinano il sesso di una persona (o di uno scimpanzè). Le femmine hanno due copie del cromosoma x, mentre i maschi hanno un cromosoma x e un cromosoma y. Il risultato dell´incrocio parte con un grosso svantaggio in un´ottica evoluzionistica. Si ritiene che i maschi ibridi derivanti da un incrocio degli antenati di umani e scimpanzè successivo a una prima divisione delle specie, tendessero a essere sterili. (Nessuno sa esattamente perché i maschi siano più colpiti delle femmine; tuttavia è certo che questo riguarda gruppi che vanno dai mammiferi agli insetti.) Una popolazione ibrida vitale si sarebbe potuta creare solo se le femmine fertili si fossero accoppiate con un esemplare appartenente a una delle popolazioni ancestrali.

Gli scienziati hanno scoperto che i cromosomi x di umani e scimpanzè sono relativamente simili. In effetti, le loro differenze sono circa 1, 2 milioni di anni più giovani rispetto alla media di tutti i cromosomi non sessuali. Ciò avvalora la teoria secondo cui una popolazione ibrida vitale sarebbe stata a lungo sostenuta dall´incrocio.

FOSSILI

Un´ulteriore prova potrebbe venire fornita dallo studio dei fossili. I reperti fossili sono notoriamente di difficile classificazione, poiché non si è concordi su quali siano le caratteristiche fisiologiche importanti. Ogni nuovo reperto rappresenta una classe a sé stante. Il cranio di Toumai, trovato in Ciad nel 2001 e considerato appartenente al primo ominide, ha un´età compresa tra 6 e 7, 4 milioni di anni. Tuttavia, come sottolinea il dottor Reich, l´eventualità che gli esseri umani e gli scimpanzè abbiano sperimentato una prima separazione in quel periodo potrebbe giustificare le caratteristiche umane del cranio, compreso un volto relativamente piatto privo di un naso sporgente. L´incrocio è avvenuto in un momento successivo.

I ricercatori, insieme ad altri scienziati nel mondo, stanno lavorando alla sequenza del genoma completo di altri parenti stretti degli umani, tra cui gorilla e oranghi. L´evoluzione dei primati potrebbe rivelare ancora numerose stranezze.

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