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9 Marzo 2009 ARCHEOLOGIA
Corriere della Sera
RESTITUITO AI MILANESI IL TESORO DEL DUOMO
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Restaurata l'antica Basilica di Santa Tecla, cinque metri sotto il sagrato. Da Pasqua le visite.

MILANO - Dove Sant'Ambrogio battezzò Agostino, era il 387 dopo Cristo, ci sono il geometra Francesco Aquilano, dieci operai e due archeologi a catalogare i muri come fossero mattoncini di Lego, un'epoca per volta. Il sottosuolo di piazza Duomo è un cantiere. Caschi, cemento, polvere. Rispetto. La Veneranda Fabbrica sta restaurando il complesso episcopale d'età imperiale nascosto sotto il sagrato della cattedrale, le «radici» storico-religiose del Duomo: l'esagono del battistero di San Giovanni alle Fonti, l'abside della basilica di Santa Tecla, sepolture e resti d'edifici. Il cantiere restituirà un piccolo e rinnovato museo archeologico con percorsi guidati, luci, pannelli didattici e un ingresso per anziani e disabili dalla stazione del metrò. Chiusa la prima fase d'intervento, a fine aprile, l'area verrà riaperta (temporaneamente) al pubblico. Un assaggio di ciò che sarà: Veneranda Fabbrica e Soprintendenza stanno valutando uno studio di Italia Nostra, il progetto d'una «passerella » nella fermata MM che colleghi il complesso episcopale e il previsto accesso sotterraneo al nuovo Museo del Novecento all'Arengario. Al primo tuon di marzo si svegliano le serpi, il cartello è in bacheca, fabbri e falegnami timbrano il cartellino, è il turno del mattino.

Benvenuti nel cantiere del Duomo, sotto i piedi del Duomo. Qui si rifà la storia della Milano paleocristiana, una città da immaginare, demolita o dormiente, seppellita in una piazza che non è più la stessa. I documenti antichi descrivono due battisteri, Santo Stefano e San Giovanni alle Fonti, e tre basiliche: Santa Tecla, l'unica ad essere stata scavata, resta cattedrale fino al 1461, quando viene demolita per far spazio al «nostro» Duomo. Nel 1480 va giù anche Santo Stefano. Qualcosa si perde ancora negli anni Sessanta, con i lavori della linea 1 del metrò. Nuovi resti potrebbero emergere se si scavasse il resto della piazza. Per ora, si restaura il tesoro che c'è, semisconosciuto agli stessi milanesi, dice Benigno Visconti Mörling Castiglione, il direttore della Veneranda Fabbrica: «L'intervento è necessario per migliorare fruizione ed esposizione». È un'operazione da oltre 400 mila euro, metà messi dalla Regione. Maria Silvia Lusuardi, direttore dell'Istituto di archeologia della Cattolica, coordina gli scavi: «Rimane da scoprire il rapporto tra la cattedrale che ha preceduto il Duomo e il Palazzo Ducale, poi Reale — ha spiegato —. Gli edifici erano collegati». Marco Parini, vicepresidente di Italia Nostra, ha proposto il progetto della nuova «passeggiata» artistica sotterranea: «L'area merita più visibilità».

I problemi sono due. Uno di ordine economico: servono soldi. Il secondo è strutturale: c'è da tagliare il rifugio anti- aereo, della fine degli anni Trenta, che separa Santa Tecla dall'Atm Point. Così Visconti Mörling Castiglione: «È un progetto interessante, speriamo... L'importante è che si tuteli la storia e la spiritualità del sito». Il complesso episcopale sotto il Duomo è una delle quattordici tappe dell'itinerario turistico.

FOTO:

http://milano.corriere.it/media/foto/2009/03/09/2405518--180x140.jpg

Armando Stella

09 marzo 2009