GERUSALEMME -- E' uno dei misteri più antichi della Terra. Narrato da poeti, leggende e miti. E non c'è archeologo al mondo che non ne abbia cercato le tracce, per confermare o smentire la sua esistenza. Stiamo parlando del diluvio universale e della mitica arca di Noè. Ora spunta una nuova teoria che sostiene che il diluvio ci fu eccome, in Galilea, settemila anni fa.
Secondo gli studi dell'archeologo inglese Sean Kingsley, il diluvio narrato da Bibbia, mitologia greca, epopea mesopotamica, tradizioni indù e civiltà precolombiane, altro non sarebbe che un'onda gigantesca che cancellò sei villaggi del Neolitico, lasciando ancora oggi - a dieci metri sottoterra - le tracce di quelle che un tempo erano case e templi.
Kingsley si basa sugli studi effettuati sugli scavi del Monte Carmelo, in Galilea. Studi che contraddico la teoria ufficiale secondo cui il diluvio universale sarebbe avvenuto alla fine della glaciazione attraverso un'esondazione avvenuta molto più a Nord, fra il Mediterraneo e il Mar Nero. Un disastro immane avvenuto 9000 anni fa quando il livello del mare si alzò di 155 metri e le onde coprirono una regione di 150mila chilometri quadrati. Una catastrofe di cui però non ci sono segni tangibili, secondo Kingsley.
«E' un assurdo - dice lo studioso inglese -. Come è possibile che un'alluvione del mar Nero non abbia lasciato segni? E' più plausibile, scientificamente, la leggenda dell'arca trascinata dai flutti e abbandonata sul Monte Ararat oppure questi sei villaggi, che furono travolti dalle acque nel cuore della terra biblica?".
Secondo Kingsley, ci sarebbero indicazioni geologiche piuttosto evidenti che dimostrerebbero che i villaggi sono stati cancellati un'onda killer. In realtà la sua teoria deriva dagli studi di un altro archeologo, l'israeliano Ehud Galili. Questi, vicino a Haifa ha diretto il recupero del sito di Atlit-Yam, uno dei sei villaggi neolitici, il più grande mai ritrovato nell'area mediterranea.
Tuttiavia Galili, come diversi altri, nutre forti dubbi sull'inondazione in Galilea. «Non c'è nessuna prova che le case siano state abbandonate per un evento catastrofico. E non ci sono prove di un'onda assassina, bensì di un progressivo innalzamento del Mediterraneo. Il modo in cui questi villaggi furono sommersi non fu drammatico e non può essere rimasto così impresso nella memoria d'antichi popoli, per millenni, come lo fu il diluvio»
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