Uno scheletro parziale risalente a 260, 000 anni, dissotterrato nella Cina nord-orientale 22 anni or sono, rappresenta il nostro antenato femminile più grande, conosciuto fino ad oggi, secondo una nuova estensiva analisi dei resti dell´individuo.
Quest´antica donna, indica una svolta moderna sull´evoluzione umana dell´Età della Pietra, hanno spiegato Karen Rosenberg dell´Università del Delaware di Newark, Lü Zuné della University di Peking di Beijing, e Chris B. Ruff della John Hopkins University School of Medicine di Baltimore.
La grande dimensione dei resti fossili dell´individuo e l´apparente adattamento del suo corpo alle condizioni fredde sono "sostengono la teoria che il percorso nelle variazioni umane cui assistiamo ancora oggi abbia profonde radici evoluzionistiche".
Seppure la donna appartenga al genere Homo, la sua specie è incerta. Ora conosciuta come lo specimen di Jinniushan, misura approssimativamente 5 piedi e mezzo di altezza e doveva pesare una stima di 173 libbre. Il solo esemplare femminile di genere Homo risalente all´Età della Pietra ad essersi avvicinato a quella dimensione, pesava una stima di 163 libbre. Il suo scheletro parziale proveniva da un sito Neanderthal di 100, 000 anni or sono in Francia.
La dimensione dello specimen di Jinniushan riflette la sua appartenenza ad una popolazione che, come per mantenersi calda in un clima freddo, sviluppò corpi ampi con arti corti, una forma simile a quella delle popolazioni quasi-polari di oggi, hanno proposto gli scienziati su articolo di prossima sulla rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences.
L´ampia dimensione stimata del fossile Cinese sostiene la teoria corrente di un´espansione nella media età della Pietra nella specie Homo, sostengono i ricercatori. Precedenti analisi di altri crani fossili e ossa della parte inferiore del corpo – non comprendenti ossa multiple da singoli individui – hanno indicato che, tra 1 milione e 200, 000 anni or sono, il lignaggio dell´Homo raggiunse la dimensione massima del corpo e mostrò una considerevole crescita delle ossa craniche, proporzionata alla crescita relativa del corpo.
Ossa dello specimen di Jinniushan comprendono un cranio con molti altri denti della mandibola superiore, sei vertebre, due costole sinistre, un osso dell´avambraccio sinistro, e la metà sinistra della pelvi.
La forma e le proporzioni della pelvi sono quelle di un individuo femminile, concludono i ricercatori. Alcuni di loro avevano in precedenza creduto che questo antico individuo fosse un maschio essenzialmente basandosi sulle ossa del cranio, ampie e spesse.
Tre altri individui fossili parziali trovati ad alte latitudini, in siti della Media Età della Pietra – due Neanderthal ed un altro di specie Homo – hanno il torso ampio e arti corti, seppure di estensione inferiore a quella dello specimen di Jinniushan.
L´età stimata per lo scheletro cinese deriva dalla misurazione di materiali radioattivi che si accumularono sui denti degli animali trovati negli stessi sedimenti.
Le nuove scoperte supportano le precedenti analisi fossili a suggerire che gli antenati umani della media età della Pietra svilupparono corpi adattati al freddo ad altitudini inferiori ed in climi più tiepidi di quanto facciano gli uomini moderni, sottolinea l´antropologo Erik Trinkaus, della Università di Washington di St.Louis.
Nella sua concezione, è questa la ragione per cui i popoli della media Età della Pietra avevano effettivamente meno modi per proteggersi dal freddo dei popoli di 60, 000 anni or sono. A quel tempo, i fuochi di campo venivano creati con circoli di pietre allineati. La natura degli indumenti e dei rifugi della media età della Pietra sono sconosciuti, ha dichiarato Trinkaus.
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