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4 Febbraio 2009 ARCHEOLOGIA
Corriere della Sera
Il cratere dell´imperatore Costantino declassato ad abbeveratoio di animali
tempo di lettura previsto 5 min. circa

Sofisticate analisi magnetiche e geochimiche risolvono una controversia fra geologi

ROMA - Abbeveratoio o cratere meteorico? L'annosa controversia sulla depressione del Sirente, in Abruzzo, sembra essere arrivata al capolinea con la pubblicazione sugli ultimi numeri delle riviste Journal of Geophysical Research e Nature Geoscience di schiaccianti prove a sostegno della prima ipotesi, raccolte dagli studiosi dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV): «Nessun impatto di un meteorite ai tempi dell'imperatore Costantino, nel IV secolo dopo Cristo, ma semplicemente una depressione artificiale realizzata, con molta probabilità, da pastori che necessitavano di un serbatoio d'acqua per abbeverare le greggi sugli altopiani carsici abruzzesi, notoriamente privi di acqua in estate», dichiara il geologo Fabio Speranza, portavoce del gruppo. Così crolla pure la suggestiva leggenda che il segno luminoso visto dal celebre imperatore romano (In hoc signo vinces) sarebbe stato provocato dal bolide che attraversò il cielo prima di impattare nel Sirente.

LA CONTROVERSIA - La controversia scientifica attorno a quello che oggi appare un innocuo laghetto di circa cento metri di diametro aveva già messo gli uni contro gli altri un gruppo di geologi della scuola di Scienze planetarie dell'Università D'Annunzio di Pescara, che sostenevano di avere trovato alcune tracce di metalli e anomalie magnetiche comprovanti l'antico impatto, e i loro colleghi dell'INGV di Roma. Ora il dottor Fabio Speranza, forte delle pubblicazioni sulle prestigiose riviste scientifiche prima citate taglia corto: «Stavolta abbiamo riportato i risultati di nuove indagini geofisiche e geochimiche ad alta risoluzione effettuate nella Piana del Sirente durante il 2006 e il 2007. Si tratta di profili geoelettrici, di rilievi magnetici ad alta risoluzione e di misure di emissione di metano che, a nostro avviso, confermano definitivamente la natura artificiale della depressione del Sirente».

I NUOVI DATI - Speranza riassume così i nuovi dati acquisiti.

1. La depressione non ha radici profonde: al di sotto di 10-20 m i sedimenti sono assolutamente indisturbati, e questo è incompatibile con l'ipotesi che un meteorite sia penetrato in profondità.

2. Non ci sono corpi magnetici e quindi non è presente nessun meteorite metallico.

3. Una trentina di piccole depressioni secondarie, interpretate come crateri meteoritici secondari, sono esattamente localizzate al di sopra di strutture carsiche del substrato calcareo: vanno dunque considerate come sprofondamenti anziché crateri minori. Anche la depressione principale che contiene il lago si trova al di sopra di strutture carsiche. E' probabile dunque che si tratti di una dolina naturale successivamente sistemata e rimodellata per costituire un serbatoio d'acqua. 4.Non ci sono emissioni di metano, e anche altre caratteristiche regionali geologiche e geochimiche sono incompatibili con l'ipotesi alternativa che la depressione sia un vulcano di fango.

NESSUNA ANOMALIA MAGNETICA - In un articolo del 2007 i geologi di Pescara avevano sostenuto che la «pistola fumante», cioè la prova definitiva della natura meteoritica delle depressioni del Sirente, era costituita dai dati magnetici. «Ora anche questa presunta prova cade completamente –conclude Speranza- perché i rilievi magnetici ad altissima risoluzione eseguiti dal nostro team mostrano in maniera inequivocabile che non c'è alcuna anomalia magnetica in corrispondenza del lago, e che le anomalie magnetiche in corrispondenza delle depressioni secondarie sono generate dai suoli contenuti nelle doline e probabilmente anche da frammenti metallici di origine antropica, frequentemente rinvenuti nella Piana del Sirente. Onestamente mi pare che non ci sia più alcun dato a favore dell'ipotesi meteoritica».

Franco Foresta MartinROMA - Abbeveratoio o cratere meteorico? L'annosa controversia sulla depressione del Sirente, in Abruzzo, sembra essere arrivata al capolinea con la pubblicazione sugli ultimi numeri delle riviste Journal of Geophysical Research e Nature Geoscience di schiaccianti prove a sostegno della prima ipotesi, raccolte dagli studiosi dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV): «Nessun impatto di un meteorite ai tempi dell'imperatore Costantino, nel IV secolo dopo Cristo, ma semplicemente una depressione artificiale realizzata, con molta probabilità, da pastori che necessitavano di un serbatoio d'acqua per abbeverare le greggi sugli altopiani carsici abruzzesi, notoriamente privi di acqua in estate», dichiara il geologo Fabio Speranza, portavoce del gruppo. Così crolla pure la suggestiva leggenda che il segno luminoso visto dal celebre imperatore romano (In hoc signo vinces) sarebbe stato provocato dal bolide che attraversò il cielo prima di impattare nel Sirente.

LA CONTROVERSIA - La controversia scientifica attorno a quello che oggi appare un innocuo laghetto di circa cento metri di diametro aveva già messo gli uni contro gli altri un gruppo di geologi della scuola di Scienze planetarie dell'Università D'Annunzio di Pescara, che sostenevano di avere trovato alcune tracce di metalli e anomalie magnetiche comprovanti l'antico impatto, e i loro colleghi dell'INGV di Roma. Ora il dottor Fabio Speranza, forte delle pubblicazioni sulle prestigiose riviste scientifiche prima citate taglia corto: «Stavolta abbiamo riportato i risultati di nuove indagini geofisiche e geochimiche ad alta risoluzione effettuate nella Piana del Sirente durante il 2006 e il 2007. Si tratta di profili geoelettrici, di rilievi magnetici ad alta risoluzione e di misure di emissione di metano che, a nostro avviso, confermano definitivamente la natura artificiale della depressione del Sirente».

I NUOVI DATI - Speranza riassume così i nuovi dati acquisiti.

1. La depressione non ha radici profonde: al di sotto di 10-20 m i sedimenti sono assolutamente indisturbati, e questo è incompatibile con l'ipotesi che un meteorite sia penetrato in profondità.

2. Non ci sono corpi magnetici e quindi non è presente nessun meteorite metallico.

3. Una trentina di piccole depressioni secondarie, interpretate come crateri meteoritici secondari, sono esattamente localizzate al di sopra di strutture carsiche del substrato calcareo: vanno dunque considerate come sprofondamenti anziché crateri minori. Anche la depressione principale che contiene il lago si trova al di sopra di strutture carsiche. E' probabile dunque che si tratti di una dolina naturale successivamente sistemata e rimodellata per costituire un serbatoio d'acqua. 4.Non ci sono emissioni di metano, e anche altre caratteristiche regionali geologiche e geochimiche sono incompatibili con l'ipotesi alternativa che la depressione sia un vulcano di fango.

NESSUNA ANOMALIA MAGNETICA - In un articolo del 2007 i geologi di Pescara avevano sostenuto che la «pistola fumante», cioè la prova definitiva della natura meteoritica delle depressioni del Sirente, era costituita dai dati magnetici. «Ora anche questa presunta prova cade completamente –conclude Speranza- perché i rilievi magnetici ad altissima risoluzione eseguiti dal nostro team mostrano in maniera inequivocabile che non c'è alcuna anomalia magnetica in corrispondenza del lago, e che le anomalie magnetiche in corrispondenza delle depressioni secondarie sono generate dai suoli contenuti nelle doline e probabilmente anche da frammenti metallici di origine antropica, frequentemente rinvenuti nella Piana del Sirente. Onestamente mi pare che non ci sia più alcun dato a favore dell'ipotesi meteoritica».

Franco Foresta Martin