sei in Home > Archeologia > News > Dettaglio News
24 Febbraio 2009 ARCHEOLOGIA
La redazione di La Porta del Tempo
SUL SATIRO DI MAZARA DEL VALLO NUOVE IPOTESI
tempo di lettura previsto 1 min. circa

"Il Satiro di Mazara del Vallo", le ricerche e le teorie di Bernard Andreae. "Credo di avere la prova che sia veramente il Satiro Periboetos di Prassitele", cosi' l'archeologo austriaco ha presentato ieri, nella sede della Stampa Estera a Roma, la sua tesi che avvalora l'ipotesi di un altro studioso, Claudio Moreno, per cui il Satiro di Mazara del Vallo sarebbe da attribuire al noto scultore greco del IV secolo a. C., Prassitele.

A differenza di quanti, come Salvatore Settis e Nino Giuliano, fanno risalire l'opera all'epoca Ellenistica, del III/II secolo a. C., o altri ancora che la collocano in quella Classicistica romana, del I secolo d. C., Andreae sostiene che, per diverse somiglianze con altre opere e per una "firma" inconfondibile dello scultore, l'opera non possa che essere riconducibile a Prassitele.

Lo studioso, oltre ad una somiglianza con le figure presenti sul collo di un vaso attico, del IV secolo a. C., e ad una predilezione di Prassitele per Dioniso ed il suo corteggio come protagonisti dei suoi capolavori, attraverso numerose ricostruzioni e diversi confronti, ha dimostrato come ci siano punti e tratti in comune, per esempio tra il volto, ed in particolare con la linea che collega occhi e naso, ma anche con il pene e l'orecchio equino, con l'Apollo di Villa Albani, traccia inconfondibile della "calligrafia", come la definisce lo studioso, di Prassitele.