Quattro centrali nucleari, la prima in funzione già dal 2020. Poi seguiranno le altre. E' uno degli accordi che verranno sottoscritti oggi nel vertice Italia-Francia, fra i colossi dell'energia Enel e Edf.
Ogni centrale avrà una potenza di 1600 megawatt, per un totale di 6400 Mw. Ovvero il 25 per cento del fabbisogno energetico del nostro paese.
Il nucleare dunque torna in Italia. A sancirlo sarà un ddl firmato dal ministro per lo sviluppo economico Scajola che si trova quasi alla fine del suo iter parlamentare. Poi verrà il bello: ovvero la scelta dei siti - o meglio dei luoghi - che ospiteranno le centrali atomiche. E visti i precedenti, sono da attendersi insurrezioni popolari da una parte e manganelli dall'altra.
Intanto, il documento d'intesa Italia-Francia prevede la creazione di una joint-venture tra Enel e Edf per la progettazione e la realizzazione di quattro unità EPR (le centrali nucleari di terza generazione) sul territorio italiano. Enel avrà la maggioranza sia del controllo e dell'esercizio degli impianti. Agli italiani toccherà la maggior parte dell'energia prodotta. Mentre la progettazione sarà paritetica.
Il capitale della joint-venture, però, è aperto anche ad altri soci. Ciò significa che Enel potrebbe non essere l'unico partner italiano. Edf ha già quote, per esempio, nelle italiane A2A (municipalizzata di Milano, Bergamo e Brescia) ed Edison.
Enel, dal canto suo, si consoliderebbe anche in Francia. Dopo la partecipazione al 12, 5% nel progetto del reattore EPR di Flamanville, il gruppo italiano ottiene la medesima quota nell'impianto di Penly, sempre in Normandia. Alla fine dell'operazione, Enel avrà in Francia 1.200 Mw di nucleare, 500 Mw di eolico, 800 Mw di carbone pulito, 930 Mw di cicli combinati e la partecipazione all'idroelettrico.
Il protocollo firmato da Berlusconi e Sarkozy prevede anche "lo sviluppo della cooperazione industriale tra le imprese della filiera nucleare dei due Paesi, in particolare tramite la realizzazione di partenariati strategici industriali". Il che, tradotto in soldoni, significa che le aziende italiane e francesi si possono mettere insieme per costruire reattori, componenti e quant'altro serva alle centrali atomiche.
Un'operazione che potrebbe interessare particolarmente ad Ansaldo e alla francese Areva. In questo modo la società del gruppo Finmeccanica, che oggi produce centrali su licenza Westinghouse-Toshiba, potrebbe accedere direttamente al mercato francese.
Infine, nel documento è prevista un'intesa sul decommissioning e le centrali di quarta generazione. Ovvero cooperazione tecnica per smantellare le centrali atomiche al momento opportuno e costruirne altre di nuova genarazione.
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