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1 Febbraio 2009 ARCHEOLOGIA
sciencetv
Fallita clonazione di un animale estinto
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L'esperimento è destinato a sollevare un enorme vespaio di polemiche, come sempre quando si parla di queste tecniche. Ebbene, per sette minuti un gruppo di scienziati spagnoli ha riportato in vita, attraverso la clonazione, un animale estinto.

Si tratta di una cucciola di bucardo, una specie di capra selvatica dei Pirenei, dichiarato ufficialmente scomparso nel 2000, quando l'ultimo esemplare conosciuto nel suo genere, una femmina di 13 anni chiamata Celia, e' stato trovato morto nel nord della Spagna.

Gli scienziati hanno ricavato il Dna dalla pelle prelevata un anno prima sullo stesso esemplare, seguito con un radiocollare. Poi l'hanno conservato in azoto liquido. Quindi hanno tentato di far rinascere l'animale impiantando il suo Dna in capre domestiche. Solo sette (su una cinquantina) di embrioni hanno "attecchito" e portato a gravidanze. E solo una delle capre ha dato alla luce una femmina di bucardo, morta pero' solo sette minuti dopo a causa di difficoltà respiratorie, forse a causa di difetti nel Dna usato per creare il clone.

Nonostante la morte della povera bestiola, gli scienziati considerano questa "resurrezione" temporanea un successo. Questa almeno quanto dichiarato da Jose Folch, del Centro di Tecnologia Alimentare e la ricerca di Aragona, a Saragozza, nel nord della Spagna, che ha condotto la ricerca insieme con i colleghi del Consiglio Nazionale delle Ricerche Istituto per l'agricoltura e l'alimentazione di Madrid.

Il passo ha suscitato speranze per salvare specie in via d'estinzione. Una domanda però sorge spontanea: non era meglio salvarle prima?

TAG: DNA