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1 Febbraio 2009 ARCHEOLOGIA
La redazione di La Porta del Tempo
Le antiche impronte brasiliane con sei dita
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Ataide Ferreira da Silva Neto, presidente dell'Associazione di ricerche ufologiche e psichiche del Mato Grosso (AMPU), cita antiche leggende degli indios locali che raccontano di tempi antichi, quando tra i loro antenati vivevano piccoli esseri alti un metro e venti centimetri, con teste enormi rispetto ai loro corpi, che avevano tre, quattro o anche sei dita in ogni piede. Quegli esseri vivevano in grotte e si dice che venissero dalle stelle.

Una storia simile è raccontata dagli indios Xingu dell'Amazzonia ed è conosciuta anche in altre regioni della zona. Si racconta d'un veicolo coperto di fuoco, che sarebbe sceso dal cielo e avrebbe trasportato esseri che insegnarono arti e conoscenze agli indios, per poi andarsene di nuovo verso lo spazio.

Nel Parco Nazionale della Montagna Blu, a Barra do Garças, si trova una grotta con le impronte fossili di piedi a quattro e a sei dita (v. foto).

Elder Monteiro Antunes, coordinatore dell'Unità di Conservazione della Segreteria di Stato per l'Ambiente (SEMA), dice di queste impronte: "Intendiamo prossimamente sviluppare uno studio archeologico, per riuscire a comprendere come si siano formate, se si tratti d'un fenomeno naturale o di qualche tribù aborigena che fece quei segni, migliaia d'anni fa. Ci potrebbero essere diverse spiegazioni, ma nessuna di queste è sicura".