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1 Gennaio 2009 ARCHEOLOGIA
La redazione di La Porta del Tempo
PARCO ADDA NORD: UN PERCORSO DI "ARCHEOLOGIA INDUSTRIALE
tempo di lettura previsto 2 min. circa

Stabilimenti dismessi, vecchi opifici, strutture in ferro e mattoni di indescrivibile fascino storico ed estetico. Nelle pianure del Parco Adda Nord l'appassionato di archeologia industriale, lo storico e il fotografo trovano i luoghi ideali per un salto indietro nel tempo. Tra i primi anni del XIX secolo e gli inizi del XX.

Si tratta di mirabili esempi di archeologia industriale, disciplina nata alla metà del secolo scorso in Inghilterra, con l'obiettivo di studiare le testimonianze dei processi e progressi industriali attraverso il ripristino e la valorizzazione di aree e strutture che un tempo ospitavano operai e attività produttive.

Il Parco Adda Nord, che comprende i territori della riva del fiume Adda verso l'alta pianura fino ai laghi di Garlate e Olginate, vanta la presenza di diversi siti di elevato interesse per l'archeologia industriale. La zona è stata infatti luogo ideale per la realizzazione dei primi stabilimenti industriali, per i quali la vicinanza del fiume era condizione imprescindibile.

Sito archeologico per eccellenza è Crespi d'Adda, col suo villaggio operaio costruito alla fine dell'800 attorno all'opificio tessile della famiglia Crespi. Patrimonio dell'Unesco, è tuttora abitato ed è possibile vedere le vecchie case operaie e i villini delle famiglie più abbienti, il castello dei Crespi, il lavatoio, la scuola, e naturalmente la fabbrica con i suoi capannoni e l'alta ciminiera.

Il più antico monumento industriale del Parco è invece lo stabilimento Velvis di Vaprio d'Adda, struttura di torri merlate risalente al 1839 costruita da Carlo Sioli, Agostino Dell'Acqua e dal conte Giuseppe Archinto per la produzione di velluti, passata poi nelle mani del duca Visconti di Modrone.

Anche i Comuni di Garlate, Cassano d'Adda e Brivio ospitano interessanti strutture come ex filande, canapifici e linifici. Mentre a Paderno d'Adda il ponte di ferro costruito tra il 1887 ed il 1889 dalla Società Nazionale delle Officine Savigliano su progetto dell'ingegnere svizzero Rothlisberger è unanimemente considerato un emblema di archeologia industriale e di ingegneria italiana dell' '800.

Di notevole interesse sono anche le vecchie centrali idroelettriche realizzate ai primi del ´900. Motore dell'economia lombarda, sfruttavano la forza del fiume per produrre energia. Tra quelle più significative ci sono quella di Trezzo sull'Adda e di Cornate.

A Trezzo la centrale Taccani, tuttora attiva, risale al 1906: in stile modernista, si armonizza con l'ambiente circostante grazie ai rivestimenti in pietra locale, le merlature che ricordano quelle del vicino castello e i lampioncini in ferro battuto. A Cornate d'Adda è possibile invece visitare la centrale Esterle del 1914, architettonicamente vicina allo stile liberty.

Nel Parco Adda Nord, un percorso tra strutture e paesaggi industriali dotati di notevole fascino storico, culturale, estetico che portano con sé le tracce del tempo e del lavoro umano, uniti all'intensità malinconica dei luoghi abbandonati. Un viaggio nella consapevolezza che la storia è anche "storia" del lavoro e del progresso.