Non c'è bisogno di ricordare le indimenticabili scene di 2001: Odissea nello spazio, per sapere che l'essere umano non è l'unico animale capace di utilizzare strumenti. Gli scimpanzé usano bastoncini per catturare termiti, lo stesso fanno alcune specie di corvidi per raggiungere il cibo, e i cebi – una specie di primati - si servono di sassi e incudini per rompere noci (Pranzo servito per i cebi). Tuttavia, potrebbe obiettare qualcuno, noi siamo gli unici animali capaci di scegliere, tra tanti, lo strumento più adatto a un determinato scopo. Obiezione respinta. In un articolo pubblicato su Current Biology, un gruppo di primatologi italiani, statunitensi e brasiliani dimostra che i cebi (Cebus libidinosus) della Riserva Naturale del Piauì (Brasile) sono in grado di optare per lo strumento migliore anche quando la scelta non è ovvia a prima vista (qui il link al video su New Scientist).
I ricercatori hanno condotto diversi esperimenti osservando otto cebi alle prese con un problema: quale strumento utilizzare per rompere delle noci. In una prima prova, le scimmie avevano la possibilità di scegliere tra sassi di diversa grandezza e resistenza - sasso grande contro sasso piccolo, sasso resistente contro sasso friabile - da prendere e trasportare fino all'incudine più vicina. In quasi tutti i casi, i cebi hanno scelto lo strumento migliore: "Già sapevamo che per rompere le noci i cebi preferiscono usare pietre pesanti e dure", spiega Elisabetta Visalberghi, dirigente di ricerca dell'Istituto di scienze e tecnologie della cognizione (Istc) del Cnr di Roma e tra gli autori dello studio, "ma dalle osservazioni del comportamento spontaneo non era chiaro se questa selettività dipendesse da vere e proprie scelte. Ora sappiamo che è così, perché le scimmie hanno deciso per il sasso più adatto anche quando abbiamo complicato il compito".
Per le prove successive infatti, i primatologi hanno costruito in laboratorio pietre in resina riempite con materiali di diverso peso (sassi identici per forma e dimensione ma di peso differente, o sassi piccoli più pesanti di quelli grandi). Per ottenere le informazioni che non potevano essere dedotte dalla sola osservazione, le scimmie hanno agito in diversi modi: hanno sollevato i sassi per pesarli o hanno battuto leggermente con le dita sulla superficie per dedurre la densità, proprio come fanno per capire se una noce è vuota. Anche in questo caso, la scelta è caduta quasi sempre sui sassi più pesanti, gli unici in grado di rompere le noci. "L'esperimento dimostra che i cebi scelgono i sassi in base al peso, una caratteristica che non si vede, ma si sente" spiega a Galileo Elsa Addessi, altra autrice dell'articolo. "Questo significa che apprezzano le caratteristiche funzionali dello strumento: sanno che, per un percussore, il peso è più importante delle dimensioni".
Si tratta del primo studio in cui si dimostra che altri animali, oltre agli esseri umani, distinguono le caratteristiche necessarie allo strumento per essere funzionale. In ricerche precedenti, la stessa Visalberghi aveva dimostrato che i cebi sono anche in grado di scegliere oculatamente tra due cibi in base al loro differente valore (Anche le scimmie sanno scegliere), e di comprendere il "prezzo" degli oggetti simbolici per utilizzarli come moneta di scambio (Scambio di figurine tra cebi).
Altre ricerche stanno cercando di comprendere quali abilità cognitive siano davvero uniche degli esseri umani e quali, invece, siano condivise con altre specie (Così ti riconosco). Gli antropologi del Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology di Lipsia hanno svelato, per esempio, che gli orango sono previdenti e possiedono capacità organizzative simili alle nostre (L'orango guarda avanti). Altri gruppi, ancora, stanno indagando quanto l'apprendimento dei primati abbia un'origine sociale più che genetica
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