Un scivolamento nella dieta di due uccelli non volanti che abitarono l´Australia decine di migliaia di anni or sono è la migliore evidenza che i primi umani potrebbero avere alterato il continente con il fuoco, trasformandolo da un mosaico di alberi, cespugli ed erba ad una terra in parte desertica come la vediamo oggi, secondo il team dell´Università di Boulder.
Il brusco mutamento dell´ecosistema, senza precedenti nella storia, si ritiene possa aver condotto all´estinzione dei più grandi mammiferi terrestri australiani, che scomparvero poco tempo dopo che gli umani colonizzarono il continente circa 50, 000 anni or sono, ha dichiarato il professor
Gifford Miller dell´Istituto di Ricerca Alpina e Artica. Gli scienziati hanno mostrato che non vi sono state significative oscillazioni nel clima del continente nel periodo, conducendo ciò a credere che gli umani diedero una significativa spinta all´estinzione nel corso del tempo, con esagerata attività di caccia, diffondendo malattie, o alterando la vegetazione delle zone interne mediante fuochi sistematici.
Usando studi isotopici di gusci d´uova fossili da emù indigeni, e dall´estinto Genyornis, della dimensione di uno struzzo, uno nuovo studio di Miller e colleghi, pubblicato sul numero dell´8 luglio della rivista Science, mostra come la flora dell´ecosistema mutò rapidamente e drammaticamente dopo l´arrivo degli umani.
Le analisi, concentrate su un particolare gruppo di piante, ingerite dagli uccelli, indicano che gli emù che vissero prima di 50, 000 anni or sono, preferivano le erbe nutrienti caratteristiche di temperature più moderate e di regioni con tiepide piogge estive, ha spiegato Miller. Dopo un periodo di circa 45, 000 anni, le evidenze dai gusci d´uova mostrano che gli emù passarono con successo ad una dieta essenzialmente composta di cespugli e alberi propri di climi molto più aridi, ha spiegato.
Ma secondo il team di ricerca, il Genyornis – che preferiva le erbe nutritive prima di 50, 000 anni or sono – non riuscì a crearsi una dieta alternativa e si estinse poco tempo dopo l´arrivo degli umani, ha dichiarato.
"I consumatori opportunistici ed i mangiatori meticolosi si estinsero" ha dichiarato Miller. "La spiegazione più parsimoniosa è che questi uccelli stavano rispondendo ad un mutamento senza precedenti nella vegetazione dei continenti nel corso di quel periodo di tempo".
I ricercatori hanno analizzato circa 1, 500 frammenti di emù fossilizzati e gusci di Genyornis databili a 140, 000 anni da tre differenti regioni dell´interno dell´Australia, compreso il Lago Eyre, Port Augusta, e i Laghi di Darling-Murray. Ogni regione aveva un distinto clima locale ed una propria geografia.
Hanno anche esaminato gli isotopi di carbonio in denti fossili di vombato trovati a Port Augusta e Darling-Murray, dove tali denti erano spesso trovati in associazioni con gusci d´uova fossili. Mentre le analisi hanno mostrato che la dieta dei vombati vegetariani consisteva di proporzioni più ampie delle erbe favorite dagli emù e dai Genyornis prima di 50, 000 anni or sono, i vombati, come gli emù, in seguito passarono ad un altro regime vegetariano attorno a 45, 000 anni or sono.
"Né la caccia né le malattie indotte dagli umani, le due alternative citate più comunemente per un evento estintivo in Australia, sarebbero risultate in un mutamento così drammatico, come quanto risulta dai dati" ha scritto l´autore su Science. "La riduzione della diversità delle piante, comunque si sia verificata, avrebbe condotto all´estinzione di erbivori specializzati ed indirettamente, all´estinzione dei loro predatori non umani".
Nel gennaio del 2005, Miller e colleghi pubblicarono un articolo su Geology a suggerire che i fuochi di antichi cacciatori e raccoglitori innescò il venir meno del monsone annuale australiano nell´interno, migliaia di anni or sono, alterando la flora abbastanza da diminuire lo scambio di vapore acqueo tra la biosfera e l´atmosfera.
Il lago Eyre, un lago di acque profonde nell´interno dell´Australia, che veniva riempito dai monsoni regolari che piovevano circa 60, 000 anni or sono, è ora un´ampia piana salata, che solo occasionalmente si copre di uno strato sottile di acque salate.
I primi umani che si stanziarono in Australia arrivarono presumibilmente dall´Indonesia via mare, circa 50, 000 anni or sono, usando il fuoco come strumento di caccia, per ripulire i percorsi, e per favorire la crescita di certe piante, ha dichiarato Miller.
Più dell´85% dei grandi mammiferi australiani, uccelli e rettili, del peso superiore alle 100 libbre, si estinsero poco dopo l´arrivo degli umani, e così accadde a 19 specie di marsupiali, ad una lucertola di 25 piedi di lunghezza, e ad una tartaruga grande come un´utilitaria.
"Lo studio mostra come le impronte ambientali dell´uomo possano generare conseguenze ampie e del tutto inattese, ed induce pertanto ad una attenta meditazione sui piccoli cambiamenti che tutti noi, ogni giorno, provochiamo nell´ambiente".
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