È la combinazione di due meccanismi neurali a suggerirci di adattare il nostro comportamento a quello degli altri. Perché andare controcorrente potrebbe essere un errore
Perché seguiamo le mode? Molto probabilmente per paura di sbagliare. Lo sostiene uno studio olandese guidato da Vasily Klucharev del F.C. Donders Center for Cognitive Neuroimaging, pubblicato su Neuron.
Klucharev e colleghi ipotizzano che alla base dell'istintiva tendenza a conformarsi ai comportamenti di un gruppo vi sia un meccanismo neuronale di "apprendimento rinforzato", grazie al quale percepiamo una gratificazione nell'agire in una maniera reputata corretta. Inoltre, il conflitto fra la nostra opinione reale e quella degli altri stimolerebbe la parte del nostro cervello che ci aiuta a non commettere errori.
Grazie alla risonanza magnetica funzionale, i ricercatori hanno esaminato l'attività di due particolari aree del cervello di un gruppo di volontari, chiamati a esprimere un giudizio estetico su alcuni volti. In particolare, gli scienziati hanno indagato le funzioni del rostro del cingolato (Rcz), un'area che interviene nella gestione delle conseguenze delle azioni, e del Nucleo accumbens (NAc), una delle zone più antiche e profonde del nostro cervello, sede, fra gli altri, dei processi di anticipazione, rinforzo positivo (che dà la sensazione di gratificazione) e apprendimento sociale.
Al manifestarsi di un conflitto fra l'opinione del singolo e il giudizio del gruppo, l'attività delle zone Rcz e NAc è risultata simile a quella che si osserva quando si è in procinto di commettere un possibile errore.
"La tendenza a conformare il nostro comportamento a quello delle altre persone dipende dal meccanismo di apprendimento sociale ed è accentuata dall'attività neuronale che soprassiede alla valutazione delle conseguenze delle azioni", spiega Klucharev: "Il nostro cervello cerca di impedire il più grave degli errori sociali possibili, ossia essere troppo differenti dagli altri"
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