Roma - Sono state scoperte in cima al vulcano di Roccamonfina, in Italia, le impronte più antiche mai ritrovate. Risalgono a 345mila anni fa, ma potrebbero essere ancora più vecchie, forse 6mila anni, e si sono conservate perfettamente nella cenere vulcanica. Le impronte salirono agli onori della cronaca già nel 2003 dopo essere state scoperte da alcuni archeologhi e quando Paolo Mietto e colleghi, Università di Padova, ne parlarono come le "tracce del diavolo". Allora i ricercatori dissero che le orme potevano risalire ad un periodo compreso tra i 385mila e i 325mila anni, proprio in coincidenza con l'ultima eruzione del vulcano.
Ora, le impronte sono state studiate di nuovo da Stéphane Scaillet e colleghi, Laboratorio di Scienze climatiche ed ambientali, Francia che le hanno datate con il metodo dell'argon che ha confermato che si tratta delle orme più antiche mai rinvenute e che il loro possessore era molto probabilmente l'Homo heidelbergensis. Secondo Mietto le orme rivelano che gli antichi umani stavano camminando e non correndo e che le tracce indicano percorsi di andata e ritorno dal vulcano fatti, molto probabilmente, qualche tempo dopo l'eruzione.
Il ricercatore italiano insieme ai suoi colleghi sta preparando una seconda spedizione per la prossima settimana per scavare un secondo sito a tre chilometri di distanza dal primo. Mietto è, infatti, convinto di trovare altre orme della stessa età. Lo scavo, sottolinea New Scientist che ha ripreso la notizia da "Earth and Planetary Science Letters" sarà utile per scoprire ulteriori tracce lasciate dai primi essere umani.
I metodi di datazione non sono sempre precisi e non sempre confermano il sospetto che le impronte ritrovate o quant'altro sia in effetti più antico delle stime già fatte dagli esperti. Ad esempio nel 2003 sono state scoperte in Messico antichissime orme nella cenere vulcanica che si pensava avessero 40mila anni, ma quando furono datate con la stessa tecnica usata dalla Scaillet hanno rivelato la loro vera età: 1, 3 milioni di anni, ma forse non erano impronte umane.
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