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16 Marzo 2008 ARCHEOLOGIA
La Provincia di Como
Scavi per un palazzo, spunta la Preistoria
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Un nuovo sito archeologico è emerso, per caso, durante gli scavi per la costruzione di sei appartamenti (due piani più mansarde dell´immobiliare Macheda) a Prestino, in via D´Annunzio, poco distante dal confine con il Comune di San Fermo.

Gli abbattimenti di una vecchia casa sono iniziati alla fine del 2007 e, nelle scorse settimane, sono comparsi resti degli antenati dei comaschi. Immediato l´arrivo degli archeologi della Soprintendenza di Milano per le prime analisi e lo stop ai lavori.

«I ritrovamenti - spiega la responsabile della Soprintendenza Stefania Iorio - fanno parte di un abitato protostorico e si tratta di una camera in roccia. Questo insediamento risale almeno al V secolo a. C». E a chi credeva che fosse collegato al grande anello preistorico rinvenuto sull´area occupata dal nuovo ospedale Sant´Anna gli archeologi rispondono che non è così. «Non è collegato all´area Tre Camini - aggiunge Iorio - ma ad altri ritrovamenti nella zona di Prestino e San Fermo (da Pianvalle nella Spina Verde a via Sacco e Vanzetti, ndr). Si tratta di una situazione che occupa il terreno in discesa terrazzato su tre livelli. Esattamente al centro c´è una zona suddivisa in camere con un piano seminterrato».

Ma le possibili scoperte sono soltanto all´inizio. «Da scavare c´è parecchio - precisa la responsabile dell´Ente milanese - ad esempio l´interno delle strutture.

Uno scavo metterebbe in luce i pavimenti, le suddivisioni interne delle camere, la roccia lavorata, tagliata e piena di incisioni».

Per il momento niente ruspe e cantiere bloccato a tempo indeterminato. Lo sarà almeno finché non sarà trovata una via d´uscita. «Il progetto originario - conclude la Iorio - certamente non potrà essere portato avanti. Ora i lavori sono sospesi in attesa di vedere possibili soluzioni. La situazione non è semplice, ma faremo incontri con la proprietà per cercare di non penalizzare troppo i privati. La priorità è sempre e comunque quella di salvaguardare i reperti e per noi questo è il punto cruciale».