Siamo certi che le cosiddette "Tombe di giganti" disseminate un pò in tutta la Sardegna, siano "sepolture collettive?", come sostengono alcuni archeologi? E... siamo certi che le "tombe di giganti", definite anche "dei paladini", sono state usate esclusivamente come sepolcri collettivi? Oppure - nei tempi andati - potrebbe essere accaduto che la grandiosa civiltà nuragica sepellì uomini dotati di una forza sovrumana, che passarono alla storia come "giganti"?
Anche perchè se da un lato, alcuni archeologi negano questa ipotesi, altri, specie gli studiosi ottocenteschi, la avvalorano! Ed oggi, alcune persone gridano allo scandalo, sostenendo che gli archeologi sardi hanno volutamente nascosto la vera storia, per vari e discutibili motivi. Anzitutto: per non smentire quel che scrissero i primi archeologi ufficiali, e non alterare le teorie definite "consolidate".
A fornire importanti risposte a questi ed altri quesiti ha pensato Marcello Polastri, giornalista e speleologo, già autore di saggi scientifici (ben 12 pubblicazioni) e che ora, coadiuvati dagli speleologi del Gruppo Cavità Cagliariten, ha intervistato circa 40 persone: uomini comuni e professionisti di vari settori, che hanno rilasciato dichiarazioni davanti alla telecamera, affinchè il giornalista pubblicasse "un'altra verità, con coraggio e passione" come ha scritto nella prefazione, il Senatore della Repubblica Saverio d'Amelio.
Il libro "Il tempo dei Giganti: inchiesta sull'archeologia sarda per documentare con i fatti quel che non si dice sull'isola dei nuraghes" è un'opera degna di nota. Anzitutto perchè ha il merito di portare alla ribalta uomini comuni che, seppure non legati da un rapporto di amicizia o parentela, affermano di aver scoperto, in varie occasioni, i resti dei propri antenati. Che erano resti particolari: ossa enormi, lunghissime, di uomini che superavano i 250 centimetri di statura!
Polastri ha setacciato le campagne sarde, si è addentrato in grotte e cunicoli, ha rivisitato le torri ciclopiche della lontana preistoria, scandagliando i racconti di quanti, ancor oggi, affermano di aver scoperto ossa umane gigantesche mentre aravano i campi, scavando una galleria mineraria, durante lo scavo delle fondazioni di una casa, ma non solo.
Gli intervistati hanno raccontato intime verità, autorizzando la pubblicazione di un loro fotoritratto, "per non dimenticare quel che gli archeologi avrevvero nascostoi", dicono in coro.!
Emerge un quadro ricco di dettagli inediti. Dove sono offerte le immagini dei reperti rinvenuti sottoterra. Un'opera sorprendente, che pone nuovi quesiti e stimola la rifessione su quel che non conosciamo, della meravigliosa isola posta al centro del Mediterraneo.
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