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13 Gennaio 2008 ARCHEOLOGIA
Corriere di Como
Cerchi magici a Lazzago, presto svelato il mistero
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Presto sarà sollevato il velo di mistero sul ritrovamento archeologico del secolo a Como, avvenuto durante lo scavo nell'area dei Tre Camini durante i lavori per il nuovo ospedale Sant'Anna. E´ venuta alla luce una struttura unica in Lombardia, costituita da tre cerchi di pietre concentrici. Non bisognerà attendere molto per avere dei dati ufficiali delle ricerche: lo conferma la responsabile della Soprintendenza Archeologica di Milano, Stefania Iorio, che renderà noti tra un paio di mesi i primi studi. Ultimamente è stata ventilata l'ipotesi che ci si possa trovare anche di fronte a dei menhir, monumenti megalitici di pietra squadrata infitti verticalmente nel suolo), ma non ci sono riscontri scientifici. «Si tratta sicuramente di strutture megalitiche - spiega la responsabile della Soprintendenza - ma non di menhir. Ci sono pietre riutilizzate e steli senza iscrizioni ne datazioni e tutto va ancora studiato». Al momento si sta procedendo alla lucidatura dei rilievi e al riordino delle schede. «Lo scavo è ormai completato - precisa l'archeologa - ed è tempo di confronti. Al momento non sono note altre strutture analoghe, almeno per dimensioni, visto che il diametro dei cerchi è di circa 70 metri». Varie sono le ipotesi costruite intorno a questo rinvenimento, tutte plausibili, anche se da studiare e da verificare. A spiegarle è Giancarlo Frigerio, presidente della Società Archeologica Comense. «Potrebbe trattarsi di un tumulo decapitato, di cui è ¨ rimasta solo la base, anche se di dimensioni insolite, un osservatorio astronomico o un luogo di riunione. Di certo è un unicum in Lombardia, vista la lunghezza del diametro e la superficie di copertura intorno ai 4mila metri quadrati. Altri tumuli sono stati rinvenuti nel Varesotto, ma del diametro di 4-5 metri». Concorda sulla singolarità del rinvenimento, la Iorio. «Indubbiamente - sottolinea - siamo di fronte non a un'area abitativa, ma a un luogo che veniva mantenuto in ordine, molto probabilmente una zona sacra, uno spazio di riunione di gruppi stanziati su queste colline, in quanto il materiale venuto alla luce è scarso. Se fosse stato un abitato, le genti stanziate avrebbero lasciato tracce del loro insediamento, suppellettili, utensili di uso quotidiano, generalmente presenti in tutti gli abitati indagati. La struttura potrebbe essere anche stata un osservatorio astronomico, visto che risulta costruito con precisi principi geometrici, ma prima di avallare questa ipotesi occorrerà studiarne l'orientamento, tenendo conto di tutte le mutazioni astronomiche avvenute nel corso dei millenni». E per uno studio minuzioso è già pronto il professor Adriano Gaspani, direttore del centro di calcolo dell'osservatorio di Brera, che ritiene la zona «promettente, astronomicamente parlando, poichè si trova nei pressi dell'area dove era stata rinvenuta la Stele di Prestino, astronomicamente orientata». Data la scarsità di materiale proveniente dalla frequentazione stabile del luogo, risulta anche difficile una datazione del complesso, anche se «sicuramente - ribadisce la Iorio - siamo in età protostorica. Molto più semplice la collocazione cronologica delle tombe rinvenute, sempre nell'area dei Tre Camini, collocabili tra il VI e il V secolo a.C. grazie, in questo caso, alla ricchezza dei corredi riemersi e comunque posteriori alla struttura circolare».