La datazione, per ora, è incerta: potrebbero essere di epoca imperiale -forse della seconda metà del III secolo d.C.- e non della tarda antichità come si era supposto fino ad oggi. Quel che è certo è che dopo anni di ricerche sono stati finalmente trovati tratti della cinta difensiva dell'antico porto romano di Classe.
Le mura sono sempre un elemento fondamentale nella definizione di una città poiché delineano la forma urbis. Quelle di Classe intervengono su un tessuto insediativo preesistente, cioè su un'area già abitata. Quando e perchè siano state costruite è argomento sul quale, allo stato attuale, gli archeologi preferiscono non sbilanciarsi in attesa dell'avanzamento delle ricerche.
La Storia sembra fornire uno spiraglio interpretativo legato alle vicende dell'Impero Romano a cui Classe appartenne. Già nel III secolo d.C. iniziarono ad avvertirsi i sintomi di una crisi politica e poi militare destinata ad accentuarsi nel tempo, fenomeno che nel 402 indusse Onorio a trasferire la corte imperiale da Milano a Ravenna, più sicura, come capitale, per la protezione che le offrivano le acque palustri e marine da cui era circondata. Si può supporre che proprio durante questo periodo di debolezza Classe abbia dovuto dotarsi di mura per difendersi dalle scorrerie dei barbari, ma siamo, appunto, nel campo delle ipotesi. La realtà archeologica è che sono stati portati in luce due tratti rettilinei di mura e un torrione circolare, e che nei secoli successivi le mura sono state asportate oltre una certa altezza, segno evidente che non servivano più e che il materiale prelevato è stato riutilizzato altrove.
La campagna di scavo avviata nell'ottobre 2006 nel Podere Marabina a Classe (RA) è stata interamente finanziata del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e rientra in un più ampio progetto volto ad approfondire la conoscenza della topografia della città e delle sue necropoli. Tale progetto è il risultato di un accordo fra la Fondazione RavennAntica e la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Emilia-Romagna, ed è diretto congiuntamente dal prof. Sandro De Maria (Università degli Studi di Bologna), dalla dott.sa Maria Grazia Maioli (Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Emilia-Romagna), e dal prof. Jacopo Ortalli (Università degli Studi di Ferrara).
Le indagini si sono svolte su un'area di buona estensione, priva di costruzioni, nel Podere Marabina in via Romea Vecchia: l'area è stata scelta perché, negli anni '60, era stata luogo di importanti rinvenimenti relativi alle necropoli, con mausolei circolari e sarcofagi. Sempre in quegli anni, alcuni sondaggi penetrometrici eseguiti in questo terreno avevano localizzato tratti della cinta muraria della città, che però non erano stati messi in luce.
Gli obiettivi della nuova campagna di scavo erano dunque molteplici. Localizzare esattamente nella topografia antica le emergenze già venute alla luce, come ad esempio i mausolei; effettuare sondaggi conoscitivi sulla cinta muraria, in modo da poterne esaminare la struttura e localizzarla esattamente; indagare eventuali altre strutture, localizzate con una indagine effettuata con la tecnica del georadar; esplorare almeno in parte la necropoli monumentale che insiste nell'area; raccogliere informazioni idonee per progettare un futuro intervento di più ampio respiro.
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