sei in Home > Archeologia > News > Dettaglio News
1 Gennaio 2008 ARCHEOLOGIA
Archeobologna
Necropoli Romana di Bologna, dal I sec. d.C.
tempo di lettura previsto 2 min. circa

Nel rispetto dei tempi previsti, si avviano a conclusione le indagini archeologiche nell'area interessata dalla nuova linea ferroviaria e nuova Stazione dell'Alta Velocità di Bologna. I lavori, intrapresi dal 2004 sotto la direzione scientifica della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Emilia-Romagna, hanno rivelato la presenza di alcuni siti di chiaro interesse archeologico.

Bologna, nuova stazione TAV: veduta generale dell'area di necropoli con la strada glareata al centro

Le indagini, che non hanno in alcun modo interferito con la realizzazione delle opere civili, procedono tuttora secondo i tempi programmati, grazie a una fattiva collaborazione tra archeologi e TAV, nel rispetto delle reciproche esigenze.

Gli scavi hanno consentito di evidenziare la trasformazione di questo comparto a nord di Bologna dalla preistoria all'età moderna. In particolare sono state riconosciute le tracce di numerosi interventi che attestano la vitalità di quest'area in epoca romana. Tra i rinvenimenti più significativi si segnalano le infrastrutture (canalizzazioni e strade), gli impianti produttivi (fornaci sia per la produzione di laterizi che di calce) e gli interventi di bonifica agraria.

In questa zona, ubicata nel suburbio settentrionale della Bononia romana, è stata infine individuata una vasta area funeraria con tombe a rito misto (cremazioni e inumazioni), dotate di preziosi corredi. Tra i reperti più significativi citiamo una gemma in agata zonata con incisione di cavallo e una gemma in onice con incisa una testa d'aquila. Molto interessanti, anche ai fini della datazione della necropoli, alcune monete in bronzo, talvolta forate in un secondo tempo per riutilizzarle come pendenti.

Sono poi stati rinvenuti alcuni balsamari (porta profumi) in vetro, una conocchia (strumento in osso per la filatura) in osso, bottiglie ed ollette monoansate in terracotta e numerose lucerne con i diversi marchi di fabbrica chiaramente leggibili: "FORTIS", "CDESSI" o "ATIMET".

Una parte del materiale recuperato è in corso di restauro presso il laboratorio della Soprintendenza.

Un pannello didattico sarà esposto all'interno della Nuova Stazione per ricordare ai passeggeri questi ritrovamenti.