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17 Gennaio 2007 ARCHEOLOGIA
La redazione di La Porta del Tempo
Scoperto fregio delle Nereidi a Modena
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I marinai le invocavano per proteggere imbarcazioni e viaggi; erano benevole divinita' marine, le piu' famose la ninfa Calipso, amante di Ulisse, e la madre di Achille, Teti: nell'insieme, le Nereidi. Un fregio che le raffigura e' stato trovato a Modena vicino all'ara di Vetilia Egloge, l'imponente monumento sepolcrale scoperto lo scorso settembre a pochi metri dalla via Emilia Est. Il fregio faceva parte di un altro monumento, presumibilmente funerario, demolito in antico per reimpiegarne i materiali. Il reperto e' di straordinaria importanza sia per le dimensioni (e' lungo piu' di 4 metri ed e' il piu' completo finora trovato in Emilia-Romagna) che per la fattura.

Raffigura un corteo marino di mostri, pesci e ippocampi aggiogati a carri o cavalcati da Nereidi e Amorini, un elemento decorativo usato spesso nei mosaici e piu' raramente nei monumenti funerari, forse a simboleggiare il traghettamento dei defunti nell'Ade. Oltre al fregio sono state rinvenute parti di colonne, capitelli, cornici ed elementi della copertura a cuspide che ne identificano la tipologia. A breve iniziera' il restauro e l'assemblaggio dei vari frammenti architettonici recuperati, operazioni che dovrebbero consentire la ricostruzione del monumento e di accertarne cronologia e funzione; per la collocazione finale si valuteranno le possibili destinazioni.

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