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9 Luglio 2007 ARCHEOLOGIA
La redazione di La Porta del Tempo
Ripresi gli scavi ad Orvieto, alla ricerca del 'Fanum Voltumnae'
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La ricerca del 'Fanum Voltumnae' ad Orvieto, in località 'Campo della Fiera', è ricominciata con la ripresa della campagna di scavo condotta dal Dipartimento di Scienze Archeologiche e Storiche dell'Antichità dell'Università di Macerata.

L'ottava campagna scavo, iniziata ai primi di luglio, proseguirà fino al 31 agosto ed è finanziata dal Monte dei Paschi di Siena. A dirigere i lavori la Professoressa Simonetta Stopponi, ordinario di Etruscologia e Direttore del Dipartimento, coadiuvata dai dottori Claudio Bizzarri, Claudia Giontella, Marco Broncoli e dai laureati di Macerata che seguono lo scavo fin dal 2000, periodo di inizio dei lavori.

Quest'anno, oltre agli studenti marchigiani, partecipano allievi delle Università di Viterbo, Roma-Tor Vergata, L'Aquila, Perugia, Venezia, Pavia e delle Università di Barcellona, Madrid, Friburgo e Tucson (Arizona, USA), questi ultimi iscritti all'Istituto Internazionale di Studi Classici di Orvieto. Gli scavi, condotti su concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, hanno ottenuto finora risultati di grandissimo interesse e documentano l'importanza del sito frequentato ininterrottamente dal VI secolo a.C. all'epoca medievale. L'area sacra etrusca fu in seguito ristrutturata dai Romani e divenne infine sede di culto cristiano.

Nel corso della campagna dell'estate 2006 le scoperte hanno ulteriormente confermato la rilevante importanza dell'indagine mettendo in luce strutture e materiali relativi al 'Fanum Voltumnae', il santuario federale degli Etruschi, invano cercato sin dal XV secolo. La notizia ha avuto risonanza internazionale ed ha raggiunto testate giornalistiche italiane e straniere, quali il Times, Die Welt, Le Figaro e Le Monde ed è stata ovunque diffusa tramite Internet. Animata da notevole interesse è stata anche la risposta del mondo scientifico, al quale sono stati presentati i risultati delle indagini. Che si tratti del 'Fanum Voltumnae' è opinione condivisa da eminenti archeologi, e 'la campagna in corso - assicurano gli studiosi - apporterà sicuramente ulteriori novità'.

'La professoressa Simonetta Stopponi ha contributo ad arricchire il patrimonio storico-artistico della nostra città - ha affermato l'Assessore alla Cultura del Comune di Orvieto Giuseppe Maria Della Fina -. Le sue ricerche condotte insieme con un gruppo di validi collaboratori e studenti di diverse università italiane e straniere rappresentano, infatti, un momento di particolare importanza per la ricostruzione della fase etrusca e romana della città di Orvieto, e più in generale, potranno dare sicuramente un impulso importante alla conoscenza della civiltà etrusca'.

'Mi preme anche sottolineare - ha aggiunto - come l'iniziativa sia diventata negli anni un cantiere dove si sono formati e si stanno formando numerosi giovani archeologi che saranno le leve della futura ricerca. L'area di Campo della Fiera diverrà uno principali punti di attrazione del Parco Archeologico Ambientale dell'Orvietano e in tal senso si cercherà di integrare ricerca e valorizzazione turistica. Un parco che, delineato nelle sue linee generali, si presenta ricco di insediamenti archeologici e che getta uno sguardo sulle fasi antiche dell'intero territorio orvietano fin nelle sue propaggini nei territori limitrofi dell'alto Lazio e bassa Toscana e del senese. Una linea di progettualità culturale che l'Amministrazione Comunale di Orvieto sta seguendo su più livelli.'