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14 Marzo 2007 ARCHEOLOGIA
La redazione di La Porta del Tempo
Il 24 marzo riapre il Museo di Riva
tempo di lettura previsto 3 min. circa

È un Museo del tutto nuovo quello che si presenterà al pubblico nel mese di marzo, nuovo soprattutto nella metodologia di approccio e di ricerca che contraddistingue l´attività museale 2007 che darà un forte impulso all´attività di informazione e di divulgazione delle ricerche, alla didattica e all´educazione permanente.

Da un lato è stato impostato un percorso di iniziative a tema, denominato "Il Museo nella Città", che da marzo proseguiranno fino ad ottobre con un calendario ricco di proposte. Il primo ciclo ha come oggetto l´immagine nella pittura e nella fotografia e si articola attraverso conferenze, incontri, film e laboratori. Dall´altro sono state programmate alcune mostre temporanee di rilievo: proprio il 24 marzo sarà inaugurata "Sguardigardesani" con Bernard Plossu e Mimmo Jodice a documentare la dimensione più intima del paesaggio gardesano attraverso le loro intense fotografie. Alle 17.45 del 24 marzo, i due fotografi e il curatore della mostra Walter Guadagnini, eccezionalmente, incontreranno il pubblico in una singolare conferenza stampa aperta a tutti. Sempre il 24 marzo si terrà la seconda edizione di "Sculture per la città" con la collocazione dell´opera "Porta" di Michele Festa (Milano 1932) nei Giardini di Punta Lido.

Per l´apertura del Museo è stato impostato un primo restyling della sezione permanente dedicata all´archeologia. Una delle più grosse novità riguarda l´arrivo di "Arco 7", l´ultima statua stele "ritrovata" nel corso del 2005 sul territorio comunale di Arco. La settima statua stele, venuta alla luce assieme alle altre sei nel corso dei lavori per il nuovo ospedale, è stata conservata per una quindicina di anni dal signor Vittorino Angeli, custode inconsapevole della sua vera natura. Solo grazie alla segnalazione e all´interessamento degli amministratori comunali di Arco è stato possibile riconoscere il suo interesse archeologico. La statua stele è realizzata in marmo e misura circa 75 centimetri di altezza, 32 centimetri di larghezza e 18 centimetri di spessore. Essa rappresenta un personaggio femminile che nei dettagli e nel complesso risulta molto simile a quello raffigurato in un´altra delle statue steli arcensi. La raffigurazione del volto è ottenuta attraverso il cosiddetto schema a T; il resto della rappresentazione è caratterizzato dalla presenza di un leggero vestito che copre il corpo ma lascia intravedere i seni, di un mantello a listelli quadrangolari, di orecchini (o pendenti) a spirale e di un copricapo (o una particolare acconciatura). Ad esclusione dei seni e del volto, non si nota alcun altro dettaglio anatomico. La cronologia proposta per questo tipo di reperti si inquadra nella fase piena dell´Età del Rame, tra il 3000 e il 2500 a. C. circa.

Accanto alla nuova statua stele il Museo di Riva del Garda ha rinnovato l´apparato di foto della sezione archeologica, che è stato integrato con alcune fotografie delle campagna dei scavo più recenti e con un´evocativa immagine scattata da John Davies, uno dei protagonisti delle edizioni passate di Sguardigardesani, che è stata collocata ad inizio percorso.

Alla fine della sezione è stato allestito uno spazio per la visione del filmato realizzato dalla Soprintendenza ai Beni Archeologici di Trento, riguardante le campagne di scavo di via Pilati e di San Cassiano con ricostruzioni in tre dimensioni che permettono di visualizzare in modo realistico come erano fatti in origine gli edifici rinvenuti.

Infine la saletta di ingresso alla sezione dell´Archeologia del Basso Sarca verrà trasformata in uno spazio di relax, dove sarà possibile visionare riviste del settore e materiale informativo provinciale.